Il Tirreno

Livorno

Gli uomini e le donne d’oro del Comune

di Alessandro Guarducci

Sono rimasti solo venti dirigenti e avranno più incarichi: la giuntà dà l’ok all’aumento dell’indennità di posizione

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LIVORNO. Con la riorganizzazione della macchina comunale, formalizzata nei giorni scorsi dal sindaco Alessandro Cosimi per dare impulso all’attività amministrativa in questo ultimo anno di mandato, il numero dei dirigenti è sceso a 20 (erano 25 al 31 dicembre 2010). Addirittura uno in meno di quanto previsto dalla pianta organica, il che ha determinato una diversa ripartizione delle funzioni nei sei dipartimenti e, soprattutto, un aumento delle competenze e degli incarichi per i singoli dirigenti.

L’operazione, molto complessa, ha richiesto alcune settimane di lavoro, ma per il sindaco si trattava di una operazione assolutamente indispensabile per migliorare qualitativamente il lavoro degli uffici comunali in quest’ultimo scorcio del suo mandato in Municipio. E ora la nuova organizzazione è entrata in funzione: vedremo quali saranno i risultati, anche se di tempo per portare a compimento gli obiettivi prioritari fissati da Alessandro Cosimi ce n’è davvero poco.

Intanto, però, alla diminuzione della pianta dirigenziale non è però corrisposta una diminuzione del fondo per la retribuzione accessoria dei dirigenti, perciò per questi ultimi è scaturito un aumento delle indennità di posizione.

A Palazzo Civico si preferisce parlare di rimodulazione, fatto sta che in presenza di un maggiore impegno cresce anche una delle tre voci (le altri due sono lo stipendio vero e proprio e l’indennità per i risultati raggiunti) che contribuiscono a determinare la retribuzione totale dei dirigenti. Ovviamente si tratta di cifre importanti: si va infatti da un massimo di 43.895,75 euro per i dirigenti con maggiore responsabilità per decrescere fino all’indennità di 24.673, 72 euro.

Questi sono gli importi lordi, relativi solo alla così dette retribuzioni di posizione, che sono stati approvati dalla giunta comunale il 25 febbraio scorso (con delibera dichiarata immediatamente esecutiva) nell’ambito - appunto - della riorganizzazione dell’ente.

Per determinare queste cifre, la giunta ha applicato una nuova metodologia: la valutazione del rilievo e della complessità delle posizioni dirigenziali non è stata solo compiuta dal Nucleo di Valutazione, ma ci sono stati degli approfondimenti che sono stati affidati all’Organismo Indipendente di Valutazione.

In questo percorso, sono stati tenuti in considerazione ben trenta elementi a cui sono stati attribuiti punteggi graduabili da 0 a 10, «con ciò potendo riconoscersi a ciascuna posizione dirigenziale un possibile punteggio oscillante da 0 a 300, in relazione al grado di importanza dell’incarico, per poter quindi classificare ognuna di esse nell’ambito di sei fasce predefinite».

È dopo questo complesso procedimento che l’amministrazione - sotto la supervisione del segretario generale Antonio Salonia - è arrivati a stabilire le retribuzioni di posizione dirigenziali che pubblichiamo nella tabella in pagina: la maggiore indennità è stata attribuita ai capi dei sei dipartimenti (Graziella Launaro, Nicola Falleni, Fabio Saller, Gianfranco Chetoni, Riccardo Maurri, Riccardo Pucciarelli) e al capo di gabinetto del sindaco, Massimiliano Lami. Per poi diminuire a seconda delle responsabilità e degli incarichi attribuiti con la riorganizzazione della macrostruttura comunale decisa da Cosimi.

Una riorganizzazione che ha comportato anche una diversa assegnazione delle risorse alle varie strutture organizzative: con delibera del 28 febbraio, la giunta comunale ha dunque dovuto modificare - nell’ambito del bilancio provvisorio del 2013 - l’assegnazione delle risorse ai responsabili dei servizi a seguito del conferimento dei nuovi incarichi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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