Gioco
«Nessun estraneo qui me ne sarei accorto»
LIVORNO. «Se fosse entrato qualcuno estraneo al condominio, sicuramente me ne sarei accorto, anche se ero indaffarato a sistemare le miei cose. Certamente ad uscire l’unica persona è stata Andrea»....
LIVORNO. «Se fosse entrato qualcuno estraneo al condominio, sicuramente me ne sarei accorto, anche se ero indaffarato a sistemare le miei cose. Certamente ad uscire l’unica persona è stata Andrea».
Riello Rielli il pomeriggio del 13 febbraio si trovava fuori dalla sua casa, a pochi metri da dove abitava Maria Orfeo, morta il 16 febbraio a tre giorni dalla rapina della quale è stata vittima e per la quale sono stati arrestati la nipote e il fidanzato. «Stavo lavorando ad una porta per restaurarla», ha detto agli agenti che lo hanno ascoltato qualche ora dopo. Con lui, ma intento a lavorare nell’abitazione c’era anche l’elettricista. «Mentre stavo facendo quei lavori – racconta – ho visto uscire, saranno state tra le quattro e quattro e mezzo del pomeriggio dall’angolo del palazzo l’amico di Jessica (Andrea). Dopo essermi passato vicino senza salutarmi, e la cosa mi è sembrata strana perché ci salutiamo sempre, è andato verso il vialetto che porta al viale di Antignano. Dopo cinque minuti al massimo, sono rientrato a casa per prendere una spugna e appena dentro il portone ho sentito le grida di aiuto provenire dalla casa della signora Orfeo. All’inizio sono andato verso l’abitazione dell’altra figlia della donna, l’ho chiamata dalla parte delle finestre ma non ho ricevuto nessuna risposta. Nel frattempo l’elettricista stava picchiando sulla porta della Orfeo ma anche lì nessuno gli apriva. Fortunatamente ho visto dietro al palazzo Jessica alla quale dicevo che avevo sentito sua nonna urlare. Lei – prosegue – a mio parere per nulla preoccupata, si è avviata verso la porta insieme all’elettricista e a un altro vicino».
Pochi istanti più tardi anche Rielli è all’interno dell’appartamento: «Ho la signora: era stesa a terra in cucina, io mi sono abbassato per darle un po’ di conforto. Appena mi ha riconosciuto mi ha detto: “Riello mi hanno messo un cappuccio in testa, una mano davanti alla bocca, stavo soffocando, ho pensato di morire, poi mi hanno dato una botta e mi hanno buttato in terra. Non muovo la gamba».
Poco dopo sono arrivati i soccorsi. Il vicino alle domande degli agenti risponde con sicurezza: «L’unica persona che è uscita dal condominio è stato Andrea. Se fosse entrato qualcuno estraneo, sicuramente me ne sarei accorto. E poi – aggiunge – qualunque persona avesse citofonato alla Orfeo, lei avrebbe chiesto chi fosse perché non era sua abitudine aprire alla cieca».
L’atteggiamento che Jessica ha avuto quando ha visto la nonna a terra nell’appartamento non è passato inosservato nemmeno all’altro vicino, Federico Geri, che è accorso dopo aver sentito le urla dell’anziana. «Che io ricordi – risponde alla polizia – Jessica non ha fatto domande alla nonna, è rimasta in disparte, ha solo confermato all’elettricista il numero civico quando lui era al telefono con l’ambulanza, dopodiché è andata in un’altra stanza dell’appartamento e l’ho sentita parlare». Chi ascolta il vicino a verbale è interessato a capire lo stato d’animo e le emozioni della nipote quando ha ricevuto l’informazione che la nonna è in pericolo. «La prima volta è passata a passo svelto, poi quando successivamente le ho detto che sua nonna stava chiedendo aiuto, lei mi è sembrata molto calma, tanto che si è diretta verso casa camminando tranquillamente». Il sospetto è che sapesse già che cosa avrebbe visto aprendo la porta.
(f.l.)
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