Sicurezza
Quei nonni deboli da morire
Fragili, spaventati, assetati di amore. Quando i nonni e le nonne finiscono in balia di nipoti e figli e la loro pensione diventa un bottino da conquistare
Nonna Maria non era né povera né sola, ma era anziana, quindi debole. Come tanti altri anziani che ogni giorno, magari nelle loro ordinate case borghesi già in parte “depredate” da parenti e conoscenti o negli appartamenti condivisi con i figli e le loro insofferenti famiglie, subiscono violenze, psicologiche ma anche fisiche, e spesso il confine non è così netto. Anziani e, come le donne e i bambini, facili prede della forza fisica di chi prova verso i più deboli una primordiale e barbara voglia di sopraffare e sfruttare, ligio a una legge della giungla che non c’è evoluzione e modernità che riesca ad abrogare. Fragili, spaventati, assetati di amore, i nonni e le nonne finiscono spesso in balia di nipoti e figli, la loro pensione diventa un bottino da conquistare, la loro salute malferma un’arma in più per sottomettere e umiliare, ricattare anche. Nei casi più estremi la banalità del male finisce in tragedia e nonna Maria ha pagato con la vita la sua vulnerabilità e l’ottusa spietatezza di due giovani abitati solo dal vuoto di idee e sentimenti. Ma ogni giorno, ogni ora, altri nonni ed altre nonne, altre anziane ed altri anziani, subiscono inermi le angherie di parenti che di fronte alla vecchiaia diventano imprevedibilmente cinici e crudeli. E sui soldi si consumano le cattiverie più frequenti. Soldi per la droga, come nel caso, anch’esso livornese, della signora picchiata per anni dall’amato nipote. Ma cattivi con gli anziani di casa si diventa anche senza la “scusa” di una tossicodipendenza che divora il cuore, semplicemente assetati del loro denaro ma anche di oggetti, persino di piccole cose: magari da “soffiare” ad altri famigliari, in faide che passano sopra al tabù della morte. Negando agli anziani, ormai considerati come oggetti ingombranti da spremere finché si può, persino la piccola gioia di essere ancora vivi.
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