Gioco
De Filicaia guarda al sindaco di Firenze «Ma non mi dimetto»
LIVORNO. Yari De Filicaia, come va letto il tonfo del Pd a livello locale? Da un lato ritengo che il dato del 2008 (54.9% alla Camera, ndr), con cui è spontaneo fare un confronto, per noi sia un...
LIVORNO. Yari De Filicaia, come va letto il tonfo del Pd a livello locale?
Da un lato ritengo che il dato del 2008 (54.9% alla Camera, ndr), con cui è spontaneo fare un confronto, per noi sia un valore potenzialmente ancora raggiungibile. Ma dall'altro non possiamo dimenticare che fu un evento quasi eccezionale. Il messaggio era centrodestra o centrosinistra e a Livorno il voto utile di molti elettori che volevano battere Berlusconi confluì su di noi.
Dunque non è stato un tonfo?
Dalle elezioni del 2009 la forbice attorno a cui ci siamo mossi è stata dai 37mila votanti ai 42mila. Quest'anno ne abbiamo presi 39mila, dunque siamo nella media. Attenzione però: questo è un semplice ragionamento statistico, non voglio dire che vada tutto bene. E non voglio nascondermi.
Anche perché non c'era mai stato un partito distante appena 12 punti dalla vostra maggioranza inattaccabile...
E' vero, a Livorno il successo del movimento di Grillo rappresenta una novità ancora più forte. Storicamente ci siamo sempre stati noi e tutto il resto era parcellizzato. Ora c'è un soggetto politico che ha centralizzato i voti di chi non ci ha scelto. 5 Stelle merita attenzione e una valutazione attenta. Chi pensa di far finta di niente e che quei voti si recupereranno in automatico è sulla strada sbagliata.
A proposito, quando si rivoterà?
Se trovano una soluzione transitoria è un conto, se invece si finisce per rivotare tra 60 giorni sarà il caos. Perché i problemi non aspettano, si rincorrono e altri mesi di stop dell’attività dell’esecutivo sarebbero gravi. Auspico un atto di responsabilità che permetta di formare un governo che faccia quelle poche riforme, a partire dalla elettorale, che ci portino tra un anno al voto. Perché è altrettanto chiaro che 5 anni così non si può andare avanti.
Rientriamo nel partito. La marea anti-Bersani ormai è in movimento. Con Renzi sarebbe stato diverso?
Ma come si fa a fare un ragionamento del genere? Non è possibile quantificare oggi il risultato di Renzi. E' una riflessione di comodo. Un partito fa una scelta e se ne assume la responsabilità. Non si può fare il giorno dopo quest'affermazione come ho sentito fare da più parti, non funziona così.
Dunque avanti con Bersani?
Bersani ha la responsabilità di presentare una proposta di governo, anche per la tenuta del partito che ha avuto negli ultimi 3 anni.
E dopo?
Tutti noi avevamo in testa l'idea di un progetto lungo cinque anni. Adesso il progetto si scorcia, le prospettive diventano di sei mesi, magari un anno. La figura di Renzi, soprattutto per il comportamento dopo le primarie, ha assunto connotati diversi, interessanti.
Il segretario comunale più bersaniano di Bersani si sta convertendo?
Renzi ha assunto un ruolo per tutto il partito, è stato capace di andare oltre alla differenza bersaniani-renziani. Il nostro partito deve avere la capacità di aprire una fase nuova, ma è un processo che non si può fare il giorno dopo le elezioni dicendo "Bersani deve andare via". No. Bersani deve fare una proposta di governo e cercare un'ampia coalizione.
Qualcuno però l'ha detto: via Bersani. E De Filicaia.
E' semplicistico liquidare tutto con un'analisi di tre secondi, troppo comodo dire che la responsabilità è di Bersani o di De Filicaia. Io ho avuto un ruolo primario, non mi nascondo. Ma non faccio il segretario di mestiere, lo faccio per servizio. Ai congressi si deciderà quale sarà la scelta migliore per partito e città. E i congressi si terranno con la tempistica del partito.
Intanto però la sconfitta elettorale rischia di ricreare correnti contrapposte.
Renzi ha avuto un atteggiamento corretto. Casomai sono dinamiche territoriali e non nazionali. Non è l'obiettivo di Renzi contrapporsi, non ha strutturato correnti, si è messo a disposizione e a mio avviso rappresenta una delle migliori risorse, la migliore che abbiamo. E' naturale che non possiamo guardare tanto oltre a lui per vincere la gara. Ma questo non significa che la riflessione che fa qualcuno rinfacciando la scelta di Bersani non sia fuori luogo. Renzi si è candidato, Bersani ha vinto.
Al popolo Pd ancora attonito dalla delusione che messaggio manda?
Percepisco malessere, abbattimento e dico che è il momento di uscire fuori più di prima. Di stare in mezzo agli altri,non cercare capri espiatori.
A Livorno è mancato il contatto col popolo?
Ci siamo stati, ma a un certo punto dopo le primarie una sottovalutazione c'è stata. Abbiamo quasi pensato che la competizione fosse interna a noi e basta. Ora è il momento di tornare tra la gente per rilanciare il vero motivo per cui il Pd è nato, cioé il patto tra riformisti e moderati, ancor di più in virtù del vero flop di queste elezioni, il progetto del centro.
Ora dovrete rapportarvi con una forza che in città rappresenta più di un livornese su quattro. Su quali temi siete disposti ad aprire un dialogo?
Una delle riflessioni principali sarà quella riguardante i rifiuti. Sul potenziamento della raccolta differenziata siamo d'accordissimo.
Sull'inceneritore meno...
Bisogna riflettere senza etichette ideologiche. Bruciare i rifiuti non piace a nessuno. Il punto però è affrontare in maniera aperta la questione, tenendo conto degli impatti ambientali, ma anche delle ricadute occupazionali, economiche, dei costi e dei benefici.
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