Gioco
Alluvione, Rossi striglia il governo
Intervento del presidente sul Tirreno: "Oggi le uniche risorse messe in campo sono quelle della Regione"
Gli alluvionati dimenticati dal Governo. Si può riassumere così l'intervento di Enrico Rossi, governatore della Toscana, sul Tirreno in edicola. Rossi punta il dito sulle responsabilità, evidenziando come oggi ci siano a disposizione soltanto i soldi stanziati dalla Regione Toscana.
Dimenticati dal governo. "Sulla vicenda alluvione del novembre 2012 a Massa e a Grosseto - attacca Rossi - ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Ribadisco che a tutt’oggi, a distanza di diversi mesi, le uniche risorse sia per le opere pubbliche che per gli aiuti alle famiglie e alle imprese sono solo quelle della Regione. E precisamente 100 milioni per la ricostruzione e la messa in sicurezza, 50 milioni per i prestiti agevolati alle imprese (che le imprese inizieranno a rimborsare dopo18 mesi) e 3 milioni per le famiglie più bisognose colpite dall’alluvione".
FOTO La Maremma sott'acqua - Nubifragio a Massa Carrara
L'attacco al ministro. "Ribadisco che nonostante la mia personale insistenza, attraverso più lettere e numerose telefonate, e quella dei deputati eletti in Toscana, il governo si è opposto alla nostra richiesta di rinvio del pagamento delle tasse, costringendo i cittadini alluvionati a pagare bollettini e fare versamenti con il fango ancora nelle case. Si deve sapere che la responsabilità di tutto ciò è del ministero dell’economia e del suo ministro Grilli. Ma non basta. Sono trascorsi ormai più di due mesi dall’approvazione della legge di stabilità che ha stanziato 250 milioni per le regioni colpite dall’alluvione. Mi sono attivato subito perché queste risorse venissero trasferite rapidamente, visto che già da un mese è stato definito il riparto che assegnava alla Toscana 110 milioni. Ho lavorato personalmente per costruire questo accordo, rinunciando anche a qualcosa pur di accelerare i tempi del loro trasferimento. Al momento nessuna assegnazione effettiva è data fatta dal governo nonostante vari solleciti".

Pronto ad andare a Roma. "A quanto risulta - prosegue il governatore - il decreto del governo è pronto ed è alla firma del presidente del consiglio. Appena Monti firmerà saranno attribuite le risorse alle Regioni e sarò nominato commissario. È evidente che se la prossima settimana l’atto non dovesse essere firmato da Monti ci faremo sentire a Roma anche con iniziative clamorose che proporrò e concorderò con i Sindaci e i Presidenti di Provincia. Tuttavia anche se questo atto arrivasse, come mi auguro, in porto, resta aperto ancora un altro problema, e finché non sarà risolto non potremo aiutare né le famiglie né le imprese.
VIDEO Il disastro nel grossetano dall'alto - Carrara: esonda il carrione
Il nodo dei contributi ai privati. Mi riferisco alla possibilità di concedere contributi ai privati danneggiati dall’alluvione. Basterebbe, per avere il via libera, che il governo facesse un decreto legge di una sola riga per stabilire che una parte delle risorse assegnate potranno essere destinate a questo scopo. Per la Toscana si tratta di circa 28 milioni, certamente insufficienti per ripagare dei danni subiti, ma che comunque sarebbero un segnale significativo di attenzione e di sostegno. Credo che stante l’attuale situazione politica, per quanto io possa premere nei confronti del governo perché il provvedimento sia adottato, sia assai improbabile attendersi una risposta in tempi rapidi. Per questo, appena sarò nominato commissario, inserirò, anche in assenza del decreto legge del governo, nel piano degli interventi la pubblicazione di un bando per l’assegnazione dei fondi ai privati, perché la burocrazia dello Stato non può lasciare abbandonati a sé stessi i cittadini. Naturalmente, come ho più volte ripetuto, occorreranno comunque alcuni mesi per arrivare all’effettiva erogazione degli aiuti (fare il bando, dare il tempo ai cittadini di presentare le domane e poi esaminarle e assegnare i soldi). Ma io sto lavorando per raggiungere questi risultati, perché penso che non sia giusto perdere altro tempo. Mi assumo così una precisa responsabilità, che tra l’altro la prudenza sconsiglierebbe, considerando la mostruosa inefficienza e l’indifferenza dimostrate fino ad oggi dallo Stato. Lo faccio lo stesso perché lo ritengo doveroso e mi auguro che nessuno in futuro mi chiami a rispondere di ingiustizie e ritardi altrui".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
