Toscana
Una tonnellata di pesce sequestrato dalla Capitaneria
Gli uomini dell’ammiraglio Ilarione Dell’Anna stilano il bilancio dell’operazione Mekong, condotta con circa 600 controlli e oltre 115mila euro di multe
Sessantasette verbali, per oltre 115.000 euro di sanzioni e quasi una tonnellata di prodotti ittici. Questo è il risultato dei 600 controlli effettuati dagli uomini della Guardia costiera di Livorno, diretta dall’ammiraglio Ilarione Dell’Anna, a conclusione dell’operazione complessa denominata “Mekong”, ordinata dal Comando Generale. Un’attività a livello nazionale che ha impegnato gli uomini della Guardia Costiera, su tutto il territorio italiano per la tutela dei consumatori e per la salvaguardia delle specie ittiche.
In Toscana, il Centro di controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Livorno, ha coordinato i controlli in tutta la regione, isole comprese. In mare, i mezzi nautici, hanno perlustrato le acque per reprimere ogni forma di pesca illegale, sia professionale, sia dilettantistica.
In particolare, un duro colpo è stato inflitto a tre pescherecci livornesi sorpresi a pescare con reti a strascico modificate e con maglie più “strette” di quelle consentite. Ogni comandante, oltre le pesanti sanzioni amministrative ricevute (12.000 euro e sequestro di reti e pescato), si è visto applicare ben 4 punti sul titolo professionale e sulla licenza di pesca, con rischio di sospensione dell’attività.
Gli ispettori livornesi hanno anche messo i sigilli su tre reti a strascico detenute a bordo di un peschereccio di bandiera maltese, approdato nelle acque toscane, in quanto tutti gli attrezzi erano costruiti con maglie irregolari. Per questo sono scattate le procedure di cooperazione internazionale, per applicare le sanzioni previste dallo Stato di bandiera. A terra, sulla filiera commerciale dei prodotti ittici, si è concentrata l’attenzione su centri di distribuzione all’ingrosso, iper e supermercati e operatori al dettaglio, al fine di verificare la rispondenza dei prodotti venduti alle norme in materia di tracciabilità ed etichettatura, e per reprimere comportamenti ingannevoli e fraudolenti verso i consumatori, nonché pratiche di vendita rischiose per la salute pubblica.
Parte dei 1000 chilogrammi sottratti al mercato illecito, sono scaturiti da sequestri per frode in commercio nei confronti di alcuni operatori, per aver somministrato prodotto decongelato spacciandolo per fresco, ovvero, specie ittiche di minor valore per altre più pregiate (“molva salata” spacciata per “baccalà”). In un deposito sono stati sequestrati, inoltre, alcuni kg di prodotto congelato di provenienza sconosciuta, mal conservato e privo di qualsiasi etichetta/informazione prevista dalla legge, rendendo così il pescato non tracciabile.
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