Gioco
Renzi: «Nessuna lista, pronto a sostenere Bersani»
Il segretario lo vuole per la campagna elettorale. Il sindaco: «Se Pierluigi mi chiama sono pronto»
ROMA. Il Pd si muove per fronteggiare l’avanzata di Monti. Tra i vertici del partito c’è la convinzione che la candidatura del premier eroderà consensi nel centrodestra. Ma cresce anche il timore che l’elettorato moderato, soprattutto dopo la “scomparsa” di Matteo Renzi, scelga di migrare al centro. Ecco allora che Bersani avrebbe in mente di giocarsi la “carta Matteo”. Ma come rimettere in pista il sindaco di Firenze che dopo il duello perso con Bersani sembra essere stato emarginato dalle scelte del partito? L’idea circolata è quella di una lista Renzi apparentata col Pd al Senato, laddove cioè è maggiore il rischio che, in caso di vittoria, la maggioranza sia così risicata (come fu con Prodi) da non permettere di governare. Ma il sindaco di Firenze nega: «Non esiste nessuna possibilità che alle prossime elezioni ci sia una lista Renzi, un’ipotesi che non è neppure mai arrivata sul mio tavolo. Oltretutto la troverei in contraddizione con il fatto che io faccio parte del Pd».
Anche dall’entourage di Renzi smentiscono che vi siano contatti ufficiali, ma qualche ammissione su «un discorso aperto e tutto da valutare» arriva. Si è parlato di una lista civica nazionale con i suoi uomini e donne migliori, anche se tecnicamente la soluzione è tutta da studiare. Renzi ci metterebbe il marchio, oppure sarebbe candidato? Gli uomini più vicini al sindaco sono certi: «Marchio no, candidato sì». Una deroga speciale quindi, e un cavallo di razza, giovane, con un largo seguito, che probabilmente arginerebbe Monti.
Ma tecnicismi a parte, è politicamente possibile? Renzi ha negato. Ma ieri è tornato a parlare dal seggio dove ha votato dicendosi «pronto a fare la campagna elettorale per il Pd nelle forme che Bersani riterrà più opportune». Spiragli che si riaprono. Anche perché Renzi dopo le primarie si è sentito messo da parte. «Sarebbe bastato da parte di Bersani un po’ di buona volontà, anche solo annunciare 3-4 cose del programma di Renzi da fare nei primi 100 giorni di governo» dicono dal suo stato maggiore. Lui invece si è ritirato nel suo Palazzo, fa il sindaco, non ha speso una parola in queste primarie tanto da provocare anche la reazione stizzita di Giorgio Gori. Eppure la dichiarazione di ieri sera, dove dice no ad una sua lista, ma contemporaneamente offre tutta la sua disponibilità a essere coinvolto nella battaglia elettorale, fa capire che un suo ruolo imporante ci sarà.
(p.car.)
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