Lutto
Rintracciato anche il timoniere
Era a Giakarta, i carabinieri gli hanno notificato l’avviso di garanzia
GROSSETO. Difficile ma non impossibile. E infatti i carabinieri del nucleo investigativo lo hanno trovato a Giakarta. Grazie alla collaborazione dell’Interpol e delle autorità indonesiane, è stato raggiunto anche il timoniere Rusli Bin Jacob. Era l’ultimo degli otto cui la Procura della repubblica doveva notificare l’avviso di garanzia per l’inchiesta Costa Concordia. Ultimo atto del complesso lavoro iniziato la sera stessa di quel 13 gennaio.
Cooperazione in omicidio colposo e in naufragio è l’ipotesi formulata dalla Procura nei suoi confronti, dopo i risultati dell’incidente probatorio che hanno rivelato che l’uomo - 49 anni compiuti l’11 dicembre scorso - non aveva dato immediato seguito agli ordini del comandante Francesco Schettino, ritardando di alcuni secondi le manovre.
Jacob, che abita in un quartiere della popolosa capitale dell’Indonesia (a Utara), è stato rintracciato nei giorni prima di Natale. Si era imbarcato il 21 ottobre 2011 sulla Concordia (ma dal 2004 lavorava conCosta) e dal 21 dicembre successivo, come da lui stesso dichiarato alla capitaneria di porto (con una interprete), aveva iniziato a fare le guardie in plancia come timoniere. C’era lui al timone quando Schettino prese il comando in prossimità del Giglio, la sera del 13 gennaio: i suoi turni di guardia andavano dalle 8 alle 12 e dalle 20 alle 24. Aveva preso in consegna il timone dal filippino Marlon. All’epoca, aveva dichiarato di aver eseguito «all’istante tutti gli ordini a me impartiti» e di aver tenuto la rotta ordinata (per il Giglio, quella di 290° ma il 13 gennaio il passaggio era molto più vicino), senza guardare radar o carte. Aveva spiegato di essere rimasto al timone dopo l’urto e di aver visto salire a bordo tutti gli ufficiali «non capendo quello che si dicevano», anche perché «preso dal panico». Poi si era diretto al ponte 4, sulla lancia 8 assegnata dal piano di emergenza. E su quella imbarcazione, trovata già piena di passeggeri (c’erano anche un carpentiere, un meccanico, un cuoco e un pasticcere), aveva poi raggiunto la riva, sbarcando 150 persone e recuperando successivamente una decina di naufraghi che si erano gettati a mare. (p.s.)
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