Gioco
«La mia vita cambiata dalla scoperta del cancro»
LIVORNO. «Cari amici, da quando, a metà di giugno scorso, mi hanno diagnosticato un cancro al pancreas al quarto stadio con metastasi al fegato e attorno alla cavità peritoneale mi sono trovato...
LIVORNO. «Cari amici, da quando, a metà di giugno scorso, mi hanno diagnosticato un cancro al pancreas al quarto stadio con metastasi al fegato e attorno alla cavità peritoneale mi sono trovato improvvisamente immerso in una realtà che pensavo non mi avrebbe mai raggiunto». Inizia così la lettera che Luigi Giannuzzi ha scritto in occasione dell’asta benefica che i suoi amici artisti hanno organizzato per lui a settembre.
«A parte una piccola influenza nel 2004 – ricorda – in vita mia non sono mai stato malato. Ho capito poco del cancro anche quando mio padre è morto di tumore al colon nel 1999. L'ho guardato morire in nove mesi, impotente di fronte a una malattia che mi ero riuscito a spiegare solo come una reazione psicosomatica, una sorta di suicidio delle cellule. Allora, la scarsa conoscenza della malattia e la difficoltà di trovare notizie attendibili ha fatto sì che non mi rendessi conto di cosa stessi combattendo. Ora eccomi ad affrontare questa situazione. Tre cose sono diventate molto chiare. Prima di tutto la carica di amore e attenzione davvero sinceri da parte di molti cari amici e di persone che mi stimano. La seconda: le cose sono cambiate molto dal 1999 quando mio padre morì. Ora è ancora più difficile selezionare e assorbire l'enorme quantità d'informazioni che si possono trovare sulla malattia. La terza: la cecità assoluta dell’approccio ortodosso alla malattia. Non troverai mai un oncologo tradizionale che suggerisca una dieta o uno stile di vita da intraprendere perché sono ben lontani dal comprendere che il cancro riguarda tutti gli aspetti della nostra vita e che improvvisamente ciò che mangiamo, beviamo e respiriamo è fondamentale».
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