Gioco
L’isola dove la morte fa festa e non spaventa
«La mia giornata a Tonga? Semplice, essenziale». Licia De Sanctis definisce così la sua quotidianità nel piccolo arcipelago dell’Oceania. «Quando non lavoravo – racconta – mi prendevo cura del mio...
«La mia giornata a Tonga? Semplice, essenziale». Licia De Sanctis definisce così la sua quotidianità nel piccolo arcipelago dell’Oceania.
«Quando non lavoravo – racconta – mi prendevo cura del mio orto “europeo” che avevo fatto in giardino. Il basilico cresceva che era una meraviglia». Al di là del pollice verde Licia durante il suo anno dall’altra parte del globo ha trovato il modo di riscoprire se stessa, riprendersi il tempo per pensare. «Lì c’è una concezione diversa della vita e della società. Le sovrastruttura mancano: non ci sono teatri, cinema, niente. Ma le persone sono felici». La festa più importante? « I funerali. Partecipano sono più grandi dei matrimoni. Si mangia, si beve, si ricorda, si balla. Anche per giorni e giorni. La morte non fa paura né viene allontanata dalla società, anzi. Ogni quartiere ha il suo cimitero, aperto. Una volta ho visto un uomo dormire su una tomba. Mi hanno spiegato che “dormiva” con suo padre morto giorni prima come se fosse la cosa più normale del mondo. Quando gli ho spiegato com’erano da noi i cimiteri hanno detto una parola sola: “incivili”».
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