Il Tirreno

Livorno

I genitori prendono le ferie per tingere le aule a scuola

I genitori prendono le ferie per tingere le aule a scuola

Alle elementari di Montenero è toccato a mamme e babbi sistemare l’edificio «Altro che spending review, ci siamo rimboccati le maniche per i nostri figli»

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LIVORNO. Il progetto l'hanno chiamato, senza troppi svolazzi, “Fai bella la tua scuola”. L'hanno preso alla lettera: soprattutto per via di quel “fai” così perentoriamente esortativo da non lasciare scampo ma anche così semplice; soprattutto a motivo di quel “tua” che, almeno in questo caso, dà l'idea non tanto del possesso quanto semmai della cosa che ti sta a cuore.

È con questo slogan che un gruppo di genitori di bambini della scuola elementare di Montenero – che ricade all'interno del circolo didattico Carducci – hanno speso le ferie del periodo natalizio per qualcosa di più utile che andare a caccia dell'ultimo smartphone da mettere sotto l'albero: hanno speso i giorni di riposo per «rimboccarsi le maniche e ripitturare ex novo i locali della scuola», come dice Daniele Bettinetti, presidente del consiglio di circolo.

Era stato proprio il consiglio di circolo a approvare il progetto. L'hanno considerato – ripetono – «un modo per impegnarsi direttamente» e la possibilità di «superare gli atavici problemi di mancanza di fondi che non hanno permesso di poter appaltare il lavoro ad una ditta esterna».

«Noi genitori abbiamo indossato i panni di volontari – raccontano i promotori dell'iniziativa – e abbiamo deciso di metterci di buona lena a rendere migliori le aule che ospitano i nostri bambini. Abbiamo dedicato queste giornate di festa a stuccare muri, ripulire e ripitturare gli ambienti di tutte le classi». Non basta: «Ci siamo ripromessi di ritrovarci anche a Pasqua per continuare il lavoro. Come dire, di necessità virtù».

Eppure non è forse vero che la responsabilità della manutenzione dell'edificio sarebbe sulle spalle del Comune? Quel che ha fatto questo gruppo di cittadini è stato rendersi parte attiva, anziché semplicemente lamentarsi, «e magari non a torto».

Non è la prima volta che nelle scuole livornesei accade qualcosa del genere. Non è la prima volta neanche al circolo Carducci. Basti ricordare quel che avvenne nell'ottobre 2008, ad esempio: l'azione dei genitori aveva riguardato la scuola di piazza Sforzini. «Animati da buona volontà, con pennello e tinta, abbiamo “adottato” l'aula dei nostri figli, imbiancandone le pareti», avevano raccontano di fronte al taccuino del cronista del Tirreno. Con una idea di fonon si può stare ad aspettare che gli enti pubblici abbiano i quattrini (o anche solo la volontà) per intervenire là dove i servizi hanno qualche problemino.

Adesso siamo nel bel mezzo della crisi e forse cambiano un po' le dichiarazioni ma la voglia di rimboccarsi le maniche e dare battaglia per il futuro dei figli resta quello: «Abbiamo provato a dare l'esempio, – dicono alcuni dei protagonisti della rimessa in sesto della scuola di Montenero – cercando di essere più efficaci di tanti discorsoni e più veloci di mille burocrazie o di “spending review» a cui la realtà quotidiana ci ha abituato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web