Il Tirreno

Livorno

Cannito: giunta immobile e la città è in ginocchio

di Valeria Cappelletti
Cannito: giunta immobile e la città è in ginocchio

Il leader di Città Diversa mette l’accento sulla crisi di ippodromo e De Tomaso «La maggioranza è sempre più risicata e il centrodestra non offre alternative»

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LIVORNO. «Quel che da anni noi dicevamo sulla crisi delle aziende, sull’impoverimento della città si è rivelato vero: Livorno è come una polveriera pronta a esplodere, sta attraversando una forte crisi economica, sociale e culturale e l’amministrazione è sempre più immobile, non ha idee per reagire». Quella di Marco Cannito , capogruppo di Città Diversa in Comune, è una sorta di controcanto rispetto alla conferenza di fine anno del sindaco.

Cannito porta a mo’ di esempio «l’incapacità di risolvere gravi situazioni che si trascinano da tempo, come quelle dell’Ippodromo Caprilli e dei lavoratori della De Tomaso». Nel mirino anche le «tante promesse disattese dall’amministrazione: da “Pensiamo in Grande” al sistema dei parcheggi, fino alla pianificazione città-porto che doveva attrarre investimenti. Ogni volta si accusa il governo Berlusconi prima, e Monti poi, di aver tagliato i finanziamenti, non ci crediamo più - dice Cannito - oppure viene data la colpa al patto di stabilità, è vero che pone vincoli rigidi alle amministrazioni, ma si potrebbe fare ben di più». E qui l’accento cade sulla modernizzazione di «tutta una serie di servizi come le reti idriche e il trasporto pubblico di cui non si parla più».

Il capogruppo di Città Diversa poi, punta il dito contro la maggioranza: «È sempre più risicata mentre il centro destra non è in grado di offrire una proposta alternativa. Un’amministrazione via via più debole, con assessori che abbandonano le loro cariche, che danno deleghe o le accorpano fino a non capirci più niente. Forse sarebbe il caso che l’amministrazione si dimettesse».

Poi Cannito guarda indietro, ai problemi della città parlando di «impoverimento di Livorno» con la forbice tra i più ricchi e i poveri che si allarga. Dito puntato anche contro la gestione della sanità: «Si spende troppo in burocrazia e poco per migliorare i servizi, a fronte di dirigenti super pagati ci sono cittadini che non possono curarsi perché non hanno soldi». Infine l’“emergenza casa”: «Da tempo avevamo messo in guardia l’amministrazione affinché recuperasse i vecchi edifici invece di realizzarne nuovi perché nessuno ora è in grado di comprare».

Non manca un affondo dedicato ai «candidati, vecchi e nuovi, che concorrono alle primarie per un posto in Parlamento». «Li esortiamo – dice Cannito – a cominciare a parlare di cose concrete per il bene della nostra città, perché fino a ora non ci sembrano molto interessati a Livorno».

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