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Livorno

Si voterà anche nei circoli. E nel Pd è guerra sui seggi

Si voterà anche nei circoli. E nel Pd è guerra sui seggi

Colpo di scena: le urne saranno in alcune sezioni e non solo nelle circoscrizioni. Tra i candidati serpeggiano i sospetti mentre va avanti il ricorso di Frontera

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LIVORNO. È conto alla rovescia per le primarie che domenica decideranno senatori e deputati del Pd. E nel partito è guerra su tutto. Anche sui seggi. Giovedì dalla sede di via Donnini è stata diramata una nota per dire che domenica gli iscritti e gli elettori delle ultime primarie potranno votare non solo nelle circoscrizioni (come comunicato in precedenza) ma anche nei circoli. Però solo in alcuni, perché molti saranno occupati per i festeggiamenti di capodanno. Parentesi: il regolamento prevede che gli elettori versino, di nuovo, 2 euro. «Saremo elastici», dice Claudio Seriacopi. Quanto?

«Cambiare i seggi a due giorni delle primarie quando avevamo già contattato gli iscritti – polemizza l’ex capogruppo in Provincia, Elis Bufalini – non è corretto. Mi piacerebbe vedere più compostezza da parte del gruppo dirigente e informazioni più chiare».

Dove si voterà

A protestare sono stati soprattutto i sostenitori di Marida Bolognesi, perché tra i circoli aperti mancano proprio Antignano e Montenero, dove l’ex parlamentare sostiene di essere più forte. Dopo l’incontro organizzato la vigilia di Natale al circolo Pd porto, è chiaro che i segretari Samuele Lippi e Jari De Filicaia sostengono la preside cecinese Maria Grazia Rocchi e il senatore in carica Marco Filippi. Altro elemento di frizione con Bolognesi. Così l’esito delle primarie si tradurrà inevitabilmente in un regolamento di conti interno al partito.

Dalla parte di Rocchi e Filippi stanno anche il presidente Arci Marco Solimano, l’Auser di Fiorella Cateni, il leader della Uisp Michele Barzagli e l’Avis di Giovanni Belfiore.

Va detto che su queste primarie dei veleni pende il ricorso dell’ex presidente della Provincia, Claudio Frontera. Il ricorso non ha solo a che fare con la mancata riapertura della raccolta firme dopo lo slittamento della direzione, ma anche con la scelta di inserire nella lista sia Bolognesi che la renziana Valentina Costagli, che non avevano raggiunto le firme necessarie (la seconda non ne aveva presentata nessuna). Il ricorso è stato inviato alla commissione di garanzia regionale, che ieri ha chiesto una relazione ai vertici territoriali.

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di Redazione web