Toscana
Province, Kutufà: «Sarà un altro anno tormentato»
Nella conferenza di fine anno il presidente risponde al sindaco Cosimi e difende l’ente: «È fondamentale, svolge compiti che non possono andare a Comuni e Regioni»
LIVORNO. ll presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, ha incontrato la stampa a palazzo Granducale per la consueta conferenza di fine anno. Una conferenza segnata dal difficile momento che stanno attraversando tutte le Province sotto le forbici del governo. «L'anno che sta per finire - esordisce Kutufà - è stato profondamente segnato da alcuni provvedimenti governativi, in particolare quelli sul riordino delle Province e sulla spending review, che hanno caratterizzato l'attività dell'ente nel segno dell'incertezza istituzionale e del drastico taglio alle risorse finanziarie».
Anche se la rivoluzione delle Province è stata, di fatto, rinviata di un anno, i tagli ai trasferimenti incideranno negativamente su tutto il 2013. «Sono state confermate tutte le competenze e le deleghe che avevamo – aggiunge il presidente – ma non altrettanto è successo con le risorse. Imboccheremo un altro anno tormentato. Mi auguro che il prossimo governo non imbocchi una scorciatoia, come ha fatto il governo dei tecnici, ma pensi sia al risparmio che all'efficienza. Pensi a un riordino a tutto tondo del sistema Paese con il coinvolgimento delle autonomie locali. Guardi anche alle Regioni e ai Comuni, che da soli sono più di 8mila…».
A chi gli fa notare che pochi giorni fa il sindaco Alessandro Cosimi ha detto senza troppi giri di parole che le province «vanno tutte abolite», Kutufà cerca di rispondere con diplomazia, ma non risparmia la polemica: «Cosimi avrà parlato nella sua veste di presidente di Anci Toscana. Da tempo c'è una divisione tra Upi e Anci, che sostiene il superamento delle Province. È sbagliato, ci sono politiche di area vasta che non possono essere affidate a Comuni e Regioni?». Il presidente, nello snocciolare i dati del 2012, ha però rivendicato che «l’amministrazione ha svolto tutti i suoi compiti, dall’erogazione dei servizi agli investimenti sulle opere pubbliche».
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