Il Tirreno

Livorno

I lavoratori De Tomaso «Non ci fidiamo più»

di Valeria Cappelletti
I lavoratori De Tomaso «Non ci fidiamo più»

Incontro rovente tra gli operai della ex Delphi e l’assessore regionale Simoncini «Cercheremo di convogliare risorse nazionali per la reindustrializzazione»

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LIVORNO. Incontro rovente quello di ieri pomeriggio in Comune tra l’assessore regionale Gianfranco Simoncini e i lavoratori della De Tomaso (ex Delphi). Nella sala cerimonie una cinquantina di operai, quasi la metà dei 134 livornesi che, a oggi, si trovano in cassa integrazione, hanno incontrato le alte cariche comunali e provinciali per fare il punto sulla situazione della De Tomaso. Accanto all’assessore regionale c’erano il sindaco Cosimi, il presidente della Provincia Kutufà, gli assessori al lavoro Anselmi e Majidi e il vicesindaco Picchi. Presente anche Pedini, segretario Fiom Cgil.

Un pomeriggio all’insegna dei malumori, delle parole pesanti lanciate agli assessori dagli operai che temono per il loro futuro. «Sono sei anni che non festeggio più il Natale», urla un operaio dal fondo della sala. «In sette anni non si è mai mosso niente, come possiamo continuare a fidarci?», urla un altro. Speranze sfumate, che Simoncini ha cercato di riaccendere presentando ai lavoratori il risultato dell’incontro svoltosi il 15 dicembre a Roma al ministero dello Sviluppo economico. «Con il Comune e la Provincia – dice l’assessore regionale – abbiamo chiesto di definire Livorno e Collesalvetti “aree di crisi complessa”, cosicché, una volta avvenuto il riconoscimento, sia possibile far convogliare sul territorio risorse nazionali per progetti che mirino alla reindustrializzazione. Sappiamo bene, infatti, che il settore delle automotive, insieme a quello siderurgico, sta attraversando una forte crisi».

Il 10 gennaio gli assessori regionali e i rappresentanti del Ministero si incontreranno per discutere la proposta di decreto che definirà i criteri per ottenere il riconoscimento. A fine gennaio dovrebbe arrivare anche la risposta a un’altra richiesta avanzata all’Unione Europea, dalla Regione Toscana e dalla Regione Piemonte per attingere al Fondo europeo per la globalizzazione. Per Livorno è stato chiesto un milione di euro per avviare progetti di formazione professionale per gli operai, finalizzati al loro reinserimento lavorativo. Sul tavolo delle richieste avanzate dalla Regione Toscana c’è anche quella di sollecitare il governo a ricercare soggetti disposti a fare investimenti nel settore delle automotive e Simoncini avanza l’ipotesi di dare vita a: «Un tipo di mobilità in deroga specifica per quei lavoratori della De Tomaso che non hanno i requisiti». Altro tassello importante è quello degli incentivi alle aziende che partiranno a gennaio. «Ogni impresa – dice Simoncini – riceverà una dote che può arrivare fino a 12mila euro se sceglierà di assumere un lavoratore in mobilità a tempo indeterminato. L’azienda avrà un incentivo a fondo perduto di 8mila euro, un voucher di 3mila euro se si occuperà della formazione professionale del lavoratore e un abbattimento dell’Irap per tre anni». Tutte proposte che però non hanno saputo convincere fino in fondo i lavoratori. «Trovate un’amministrazione che scelga di farsi carico di persona di un simile problema – specifica Cosimi – Noi siamo qui in prima persona a metterci la faccia». Dopo aver sottolineato l’impegno messo da parte di istituzioni e Ministero per ricollocare i lavoratori, Enrico Pedini ha però ricordato che il 5 luglio finisce la cassa integrazione per fallimento: «Chiediamo alle istituzioni un impegno affiché possa continuare». Dopo un’ora di dibattito, l’appuntamento è fissato per i primi giorni di febbraio, quando assessori e organizzazioni sindacali torneranno a incontrare i lavoratori per informarli degli ulteriori sviluppi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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