Il Tirreno

Livorno

Cumuli di lamiere nell’ex scalo S. Marco

di Lara Loreti
Cumuli di lamiere nell’ex scalo S. Marco

Spuntano fra i binari, a poche centinaia di metri dalle case, lastre metalliche sospette. Si teme sia eternit abbandonato

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Quattro cumuli, in tutto saranno una sessantina di lamiere, di quelle usate per la copertura dei tetti. Tutto fa pensare che sia amianto. O meglio eternit, abbandonato lungo i binari dell’ex stazione San Marco, forse perché smaltirlo costa troppo. Una vera discarica a cielo aperto in un’area che, evidentemente, è considerata la pattumiera della città, nonostante ci vivano venti famiglie, anche con bambini piccoli.

Sono spuntate da poco, qualche mese fa, quelle lamine di eternit. Sono sistemate lungo i binari, a poche centinaia di metri dalle abitazioni, davanti a una baracca utilizzata da un senzatetto come casa di fortuna dove dormire. Si tratta di quattro cataste: sono per lo più pezzi scomposti, ammucchiati uno sull’altro; uno dei tre cumuli, invece, è ordinato, come se le lastre fossero state ben imballate con cellophane. Tuttavia, l’aspetto che suscita maggiore timore è che alcune delle lamiere sono state tagliate, addirittura frantumate. La cosa crea timori perché il pericolo per la salute deriva proprio dalla dispersione delle fibre del materiale, che è particolarmente nocivo se respirato. Il rischio maggiore si crea nel momento in cui le fibre di amianto si spargono nell’aria e nel terreno. La fase più pericolosa inizia quindi quando il materiale perde compattezza. A ciò concorrono gli agenti atmosferici oltre che eventuali danneggiamenti da parte dell’uomo. Le lamiere frantumate da un lato, e il maltempo che c’è stato in questi giorni dall’altro, non sono certo fattori che tranquillizzano gli animi dei residenti della zona, che ora sono preoccupati e chiedono un rapido intervento da parte degli enti competenti. L’obiettivo primario è rimuovere quelle cataste. Se è vero infatti, che l’amianto è stato sempre utilizzato nel tempo (soprattutto nell’edilizia) per il basso costo e per le sue particolari caratteristiche di resistenza al fuoco e al calore, è anche vero che la sua pericolosità ha dimostrato di poter far danni incalcolabili per la salute dell’uomo, provocando tumori e malattie gravi.

Tuttavia, c’è un altro tarlo che turba i pensieri degli abitanti dell’ex scalo ferroviario: come è finito là quell’eternit. Chi ce l’ha portato e come? A giudicare dalla notevole quantità (e quindi anche il peso non indifferente) verrebbe da pensare che quel materiale sia stato portato a San Marco con un mezzo. Il giallo però è come abbia fatto un mezzo a transitare in quella zona. Va detto che le lamiere si trovano in un’area impervia, non facile da raggiungere neanche a piedi. È accatastato fra i vecchi binari, dietro alti container. E soprattutto fra montagne di rifiuti. Prima di raggiungere i cumuli incriminati, infatti, è possibile fare una “amena” (si fa per dire) passeggiata fra materassi intrisi di fango e sporcizia, carcasse di motorini, quel che resta di biciclette, laterizi e poi tantissimi scarti di cibi e altro. «Per andare lì ci vorrebbe un carro armato», ironizza un cittadino.

Un fatto che resta avvolto nel mistero dunque. L’ipotesi più probabile è che qualche privato, forse una ditta, abbia buttato lì quel materiale per evitare di smaltirlo regolarmente: un’operazione prevista dalla legge, ma che ha costi molto elevati. Non si esclude che gli autori abbiano potuto agire di notte, per non dare nell’occhio.

La storia resta dunque tutta da chiarire. Saranno la polizia municipale e gli altri enti competenti a gettare luce su quanto è accaduto. Per ora i residenti - peraltro vittime di un recente sfratto da parte delle Ferrovie, per ora avallato dal giudice civile - hanno una sola priorità: liberarsi di quelle lamiere, che bene non fanno. «Ci mancava l’amianto - dice un residente - già viviamo tra lo spaccio, la prostituzione e la sporcizia... Abbiamo paura per la nostra salute. Qua non sappiamo più che fare. Speriamo solo che le Ferrovie e il Comune si mettano una mano sul cuore: così non si può più vivere».

LaraLoreti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web