Il Tirreno

Livorno

Cumuli di eternit nell’ex stazione San Marco

Lara Loreti
Cumuli di eternit nell’ex stazione San Marco

Sono 4 cataste abbandonate a poche centinaia di metri dalle case dei residenti: paura per la salute pubblica. Il Comune: fatta segnalazione all’Asl, che farà verifica

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Quattro cumuli, in tutto saranno una sessantina di lamiere, di quelle usate per la copertura dei tetti. Tutto fa pensare che sia amianto. O meglio eternit, abbandonato lungo i binari dell’ex stazione San Marco, forse perché smaltirlo costa troppo. Una vera discarica a cielo aperto in un’area che, evidentemente, è considerata la pattumiera della città, nonostante ci vivano venti famiglie, anche con bambini piccoli.

Sono spuntate da poco, qualche mese fa, quelle lamine di eternit. Sono sistemate lungo i binari, a poche centinaia di metri dalle abitazioni, davanti a una baracca utilizzata da un senzatetto come casa di fortuna dove dormire. Si tratta di quattro cataste: sono per lo più pezzi scomposti, ammucchiati uno sull’altro; uno dei tre cumuli, invece, è ordinato, come se le lastre fossero state ben imballate con cellophane. Tuttavia, l’aspetto che suscita maggiore timore è che alcune delle lamiere sono state tagliate, addirittura frantumate. La cosa crea timori perché il pericolo per la salute deriva proprio dalla dispersione delle fibre del materiale, che è particolarmente nocivo se respirato. Il rischio maggiore si crea nel momento in cui le fibre di amianto si spargono nell’aria e nel terreno. La fase più pericolosa inizia quindi quando il materiale perde compattezza. E certo il maltermpo - vento e pioggia di questi giorni - non aiutano. Tuttavia, c’è un altro tarlo che turba i pensieri degli abitanti dell’ex scalo ferroviario: come è finito là quell’eternit. Chi ce l’ha portato e come? A giudicare dalla notevole quantità (e quindi anche il peso non indifferente) verrebbe da pensare che quel materiale sia stato portato a San Marco con un mezzo. Il giallo però è come abbia fatto un mezzo a transitare in quella zona. Va detto che le lamiere si trovano in un’area impervia, non facile da raggiungere neanche a piedi. È accatastato fra i vecchi binari, dietro alti container. E soprattutto fra montagne di rifiuti. Prima di raggiungere i cumuli incriminati, infatti, è possibile fare una “amena” (si fa per dire) passeggiata fra materassi intrisi di fango e sporcizia, carcasse di motorini, quel che resta di biciclette, laterizi e poi tantissimi scarti di cibi e altro. «Per andare lì ci vorrebbe un carro armato», ironizza un cittadino.

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di Redazione web