Italia
Gnocchi, tombola e il nonno
«La casa della nonna materna, tutti i parenti riuniti, gli gnocchi al ragù preparati da lei ilgiorno prima e il pomeriggio dopo il pranzo passato a giocare a tombola o al mercante in fiera», racconta...
«La casa della nonna materna, tutti i parenti riuniti, gli gnocchi al ragù preparati da lei ilgiorno prima e il pomeriggio dopo il pranzo passato a giocare a tombola o al mercante in fiera», racconta il tenore Marco Voleri. «Tutte cose semplici e tradizionali, ma nello stesso tempo speciali nei miei ricordi natalizi, perché facevano parte di un rituale ripetuto ogni anno, respirando l'autenticità della famiglia».
«Gli unici bambini del gruppo – segnala – eravamo mia sorella, mio cugino e io. Il resto, invece, era composto da adulti: genitori, nonni, zii, cugini, tutti riuniti intorno al tavolo per il pranzo che rappresentava il vero momento sacro della giornata: magari nel pomeriggio si andava al cinema, o in giro ognuno per conto proprio, ma a tavola si doveva essere tutti presenti e rigorosamente puntuali, perché quella era la regola. Negli anni questa abitudine è rimasta e anche il prossimo Natale lo passerò in famiglia sentendo, come sempre da tre anni, la mancanza del mio nonno materno, che si chiamava Manrico, come il protagonista del Trovatore – sua madre aveva una grande passione per la musica operistica – ed era il mio più importante punto di riferimento».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
