Gioco
«Che bel regalo sotto l’albero...»
L’amara ironia di un inquilino: «Dove andiamo a vivere e chi ce lo fa un mutuo?»
LIVORNO. «Ci sfrattano dopo una vita che abitiamo qui. Dove andremo a stare? E come facciamo a comprare un’altra casa, chi ce lo fa un mutuo di questi tempi? Le banche ci hanno mandato via, abbiamo tutti oltre 50 anni...». La rassegnazione si legge nelle parole e nella voce di Matteo Cesarano, 50 anni, uno dei inquilini sfrattati dell’ex stazione San Marco. Un dramma che è esploso alla vigilia di Natale e che coinvolge decine di persone, come lui. Cesarano, ferroviere, abita lì dal 1993 insieme alla moglie Letizia con cui ha due figlie. «Questi sono i regali che ci fa lo Stato - dicono con amara ironia i coniugi Cesarano - Noi ormai da anni, sollecitati dalle stesse Fs, avevamo dato la disponibilità all’acquisto della casa, ora invece rischiamo di ritrovarci in mezzo alla strada. Speriamo che con l’appello arrivi una svolta vera in questa storia, che ci sta logorando». Cesarano, da ferroviere, evidenzia l’importante funzione di quelle case: «Questi alloggi sono stati dati per servizio a noi ferrovieri anche per il lavoro che svolgiamo. Io, ad esempio, sono reperibile per il carro soccorso, cioè l’officina viaggiante che interviene se c’è un guasto. E quindi la mia abitazione è anche strategica. Ciononostante, non ci vogliono proprio aiutare. Ci trattano come gli ultimi arrivati e non solo le Fs, anche tutte le altre istituzioni. Qua conviviamo con spaccio, prostituzione, degrado. Qualche sera fa c’è stata persino una sparatoria. Nessuno si interessa di noi, nonostante i nostri appelli».
LaraLoreti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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