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Livorno

Guardia medica, protesta contro i tagli

Guardia medica, protesta contro i tagli

La riforma prevede che il servizio finisca a mezzanotte. Il sindacato Smi: meno personale e nuova sede ko

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LIVORNO. Hanno scioperato ieri gli operatori della Continuità assistenziale (ovvero la Guardia medica): falliti i tentativi di conciliazione avviati nei giorni scorsi l'iniziativa è stata lanciata dal Sindacato Medici Italiani per protestare nei confronti della direzione sanitaria della Asl per tutta una serie di restrizioni recentemente imposte al servizio loro affidato con inevitabili ricadute sui cittadini che, in fin dei conti, sono quelli che ci rimettono di più.

Il sindacato Smi punta il dito anche contro la riforma in corso di emanazione a livello regionale per la riduzione a 16 della Guardia Medica, in pratica dalle 8 di mattina a mezzanotte. Dopo la mezzanotte e fino alle otto del mattino – viene ribadito – «tutto si scarica sul Pronto Soccorso».

«Violando un accordo regionale del 2008 – spiega Maria Nardi, rappresentante dello Smi – la direzione aziendale ha tagliato senza preavviso il numero di medici impegnati contestualmente nel servizio che sono ora passati da quattro a tre: nonostante le nostre rimostranze l'Asl si è mostrata irremovibile. Pensate che per fare fronte ad una città di 160mila abitanti avevamo già dei problemi quando eravamo in quattro, figuriamoci adesso e per di più in questo periodo di festività».

Ma non è finita qui: «Il servizio – continua Nardi – è stato ricollocato in un'altra sede all'interno di un reparto dell'ospedale livornese, priva di ambulatorio e di propri servizi igienici, aprendo inoltre una seconda linea telefonica, per cui se in due si sta al telefono, solo uno può uscire per le visite domiciliari«.

All'aggravio per gli operatori e al disagio per la cittadinanza si è inoltre aggiunta la perdita di un posto di lavoro: «Se si deve tagliare – afferma Nicola Marini, rappresentante provinciale dello Smi – si tagli da altre parti, non sull'assistenza al cittadino. Una città della nostra dimensione non può trovarsi con dei medici in meno. Insomma per dirla con uno slogan: la salute è di tutti, non neghiamocela. Sta comunque di fatto che l'azienda ha ritenuto in pratica di precettare chi ha aderito allo sciopero».

Marini segnala che questo dimostra che l'Asl per assicurare la continuità del servizio «ha dovuto garantire la presenza di tutti i medici»: «Se non servivamo sarebbe stato sufficiente precettarne solo alcuni e non tutti».

Roberto Riu

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