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Livorno

Frontera: «Procedura da invalidare»

Frontera: «Procedura da invalidare»

L’ex presidente della Provincia fa ricorso dopo lo slittamento della direzione a oggi

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LIVORNO. La lettera è stata inviata ieri sera agli organi di garanzia nazionali, regionali e locali, nonché alle direzioni del partito, da Livorno a Roma. L’ex presidente della Provincia, Claudio Frontera, ha di fatto presentato ricorso chiedendo di invalidare la procedura che stamani dovrebbe portare alla nomina dei candidati livornesi alle primarie del Pd.

Il motivo? «Ho appreso, del tutto casualmente oggi alle 19 – ha scritto ieri Frontera – che la riunione della direzione territoriale di cui non faccio parte è stata rinviata di un giorno». Ovvero a stamani. «Altri membri della direzione da me contattati – riprende – mi hanno confermato che hanno ricevuto un avviso in tal senso, tramite sms. Tale rinvio ha spostato automaticamente i termini per la raccolta delle firme a sostegno delle candidature, che il regolamento nazionale fissa alle 20 “del giorno precedente alla riunione della direzione territoriale”».

In sostanza, quindi, tutti gli aspiranti candidati avrebbero potuto avere un giorno in più per raccogliere le 212 firme necessarie a presentarsi agli elettori. Dettaglio, si fa per dire, tecnico che ha fatto sì, ad esempio, che la commissione di controllo accettasse un piccolo gruppo di firme arrivate a sostegno di Marida Bolognesi oltre il tempo limite delle 20 di venerdì fissato inizialmente.

«Del rinvio – polemizza Frontera – non sono stato informato né dagli organismi di garanzia né dagli organismi dirigenti del coordinamento territoriale. Ne ho avuto conferma solo chiamando al telefono il segretario territoriale, col quale sono potuto entrare in contatto, dopo ripetute chiamate, solo alle 20. Ho verbalmente fatto presente – scrive ancora – che la mancata comunicazione della riapertura dei termini costituisce una carenza grave, tale da invalidare l'intera procedura, a meno che non vi si ponga rimedio concedendo a tutti coloro che sono interessati un lasso di tempo per la raccolta delle firme pari a quello perso per la mancata comunicazione».L’ex presidente, che venerdì ha presentato oltre 400 firme ma solo in parte di iscritti al 2011, chiude chiedendo che «gli organismi di garanzia valutino con urgenza la regolarità delle procedure, provvedendo eventualmente a sanare le carenze evidenziate ovvero ad invalidare l'intera procedura». Una bella grana che ieri è arrivata al termine di una giornata convulsa. Per ore, da venerdì fino a ieri sera, la commissione presieduta da Claudio Seriacopi e dal segretario territoriale Samuele Lippi ha passato sotto la lente di ingrandimento le firme arrivate a sostegno dei candidati. A tutti, in punta di regolamento, sono state contestate firme poi sottratte dalle liste presentata. Dopo ricorsi e controricorsi sembrano averla spuntata in cinque: l’ex parlamentare Marida Bolognesi, l’ex capogruppo in Provincia, Elis Bufalini, la preside cecinese Maria Grazia Rocchi (sostenuta dall’unione comunale di Cecina) e Miriano Corsini, presidente del consorzio Terre dell’Etruria e vicepresidente nazionale della LegaCoop settore agroalimentare (è sostenuto da Castagneto e Bibbona).

A questi si aggiunge il senatore in carica, Marco Filippi, che da regolamento non ha bisogno di raccogliere firme. Ma stamani in direzione potrebbero non mancare sorprese con l’aggiunta (se lo dicono i due terzi della direzione) di una donna: si parla della farmacista livornese Emma Acquaviva e della giovane cecinese Valentina Costagli (che diventerebbe l’unica renziana in corsa). Sempre che il rinvio non comunicato non blocchi tutto.

Juna Goti

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