Il Tirreno

Livorno

«Salvate la sala dei bimbi» Parte la raccolta di fondi

di Federico Lazzotti
«Salvate la sala dei bimbi» Parte la raccolta di fondi

Servono settantamila euro per comprare un nuovo proiettore digitale In programma un cartellone di film e spettacoli ma il sogno è portare Virzì

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LIVORNO. Quattro famiglie stilizzate e colorate si abbracciano intorno a una pellicola 35 millimetri ancora arrotolata dentro a una pizza. Al centro una scritta in rosso e blu: «Aiutiamo il cinema dei ragazzi e della famiglia». Più in basso una stringa alfa-numerica con un codice Iban sul quale versare la propria donazione.

Inizia da questa locandina-appello la missione (quasi) impossibile di salvare dalla chiusura il cinema dei Salesiani, la storica sala di viale del Risorgimento, all’interno della parrocchia Sacro Cuore di Gesù che da mezzo secolo a questa parte offre, in particolare durante il fine settimana, film in seconda visione a prezzi popolari.

«Molti di voi – scrivono i volontari che si occupano di mandare avanti il cartellone nel messaggio in cui sponsorizzano alle scuole il progetto Cinema ragazzi – avranno letto sul Tirreno della possibile chiusura dei Salesiani. Tra circa un anno, purtroppo, non verranno più stampate le pellicole 35mm: una nuova normativa mondiale impone il passaggio alla tecnologia digitale. E mettersi al passo con i tempi ha un costo minimo di settantamila euro, somma che un cinema come il nostro, totalmente gestito con il volontariato, non possiede».

È da questa necessità che nasce l’idea di una raccolta fondi, soprattutto attraverso l’organizzazione di eventi, che ha l’intento di raccogliere la somma di denaro maggiore per cercare di comprare la strumentazione necessaria per evitare di scomparire.

Anche perché, almeno per adesso, i soldi per farlo in modo autonomo non ci sono: da un lato l’ordine religioso non ha disposizione una cifra tale da investire e dall’altro il cinema dei Salesiani è stato escluso dal bando regionale che finanziava buona parte dell’investimento.

«Purtroppo – spiegano i volontari – la nostra forza, vale a dire l’autogestione della sala, è stato il nostro limite agli occhi della commissione che deve aver valutato nell’assegnare i fondi anche i posti di lavoro che si sarebbero persi con la chiusura».

Per la sala dei ragazzi quello che si rischia di veder scomparire non è, per una volta, l’occupazione, ma un pezzo di storia della città. Destino già toccato ad altre piccole e grandi sale che negli anni hanno dovuto alzare bandiera bianca.

«Da gennaio – anticipa Rino Pizzonia, coordinatore del Cinema – inizieremo il cartellone dei ragazzi, sperando con tutto il cuore che non sia l’ultimo. L’idea è quella di far pagare il biglietto che sarà di cinque euro e poi togliendo dall’incasso il netto dei costi, vale a dire il noleggio del film e la luce, mettere il resto in questo fondo. Come volontari, invece, stiamo preparando una nuova commedia che porteremo in scena ad aprile per due serate: anche in quel caso l’incasso sarà messo a disposizione per l’acquisto del nuovo proiettore».

Da quando è iniziata a circolare la voce della possibile chiusura della sala dove il posto in prima fila ancora si deve conquistare, i volontari che si occupano di tutti i servizi legati al cinema, hanno iniziato anche a contattare attori e registi disposti a portare in scena uno spettacolo. «A febbraio si esibirà la compagnia Panaccini con uno spettacolo in vernacolo». Lo stesso Paolo Ruffini, presentatore e deus ex machina del “Nido del Cuculo” aveva teso la mano ai Salesiani.

«Il nostro sogno – conclude Pizzonia – è quello di avere Paolo Virzì per una sera. Stiamo cercando di contattarlo. Chissà che non ci possa fare un bel regalo di Natale».

Intanto la raccolta fondi è partita, per salvare il cinema dei bambini ci sono ancora dodici mesi e servono settantamila euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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