Attenzione
Grassi fuori dalla corsa al Parlamento
È lui stesso ad annunciarlo su Facebook: «Non sono riuscito a raccogliere le firme». La polemica e il saluto dell’ex assessore alla città
di Juna Goti
LIVORNO. L’assessore Mauro Grassi, che ha dovuto dimettersi dalla giunta di Alessandro Cosimi per partecipare alle primarie che decideranno i parlamentari del Pd, alla fine non è riuscito a raccogliere le firme necessarie a scendere in campo. È lui stesso ad annunciarlo su Facebook. «Cari amici – scrive – io non ce l'ho fatta. La mia partecipazione alle primarie per il parlamento era, come si dice, di "bandiera". So bene che altri candidati livornesi e ben inseriti nel partito avrebbero condotto le danze. Ma volevo portare l'ansia di rinnovamento che avevo sperimentato nei comitati per Renzi in questa competizione».
«La raccolta di firme nel partito (e solo dentro al partito) di uno come me – aggiunge – fuori dalle strutture e "renziano" è stata difficilissima. Molti nel partito pensano ancora che i renziani siano degli alieni da arginare e magari, quando meno se lo aspettano, da espellere per riportare "purezza" al partito e al centrosinistra».
«È un errore politico – chiude – se il Pd non diventa così ampio da tenere assieme Bersani e Renzi sarà una sconfitta anche alle prossime elezioni. E stare assieme non significa che c'è un padrone di casa (Bersani) e un ospite (Renzi). Ma di questo avremo modo di riparlarne. Dalla mia città Firenze spero di riprendere l'impegno, insieme ad altri amici, per il rinnovamento del partito, affinchè l'onda di novità portata da Renzi non si sciolga, come in Blade Runner, come lacrime nella pioggia. Un grazie ai tanti amici che mi hanno sostenuto. Un caro e caldo saluto ai livornesi che mi hanno sopportato fino a oggi». «Ma anche io – si lascia scappare – ho dovuto sopportarli un po’».
Così ecco che l’assessorato è saltato per una quasi candidatura...
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