La protesta
Cosimi lo sfiducia, Grassi lascia
«Ma presenterò un documento con tutto il lavoro fatto perché non vada perduto»
LIVORNO. La sfiducia a Grassi arriva in diretta, con una comunicazione che il sindaco rivolge ai consiglieri. La pietra dello scandalo è la decisione dell’assessore di scendere in campo per le primarie del Pd - sostenuto dai renziani livornesi - senza aver informato il sindaco della candidatura con il sindaco. «Ci sono gli incarichi di giunta e poi vi è altro – dice Cosimi prima di partire per Roma – la candidatura alle primarie è incompatibile con l'impegno amministrativo. Intendo risolvere la questione personalmente con Mauro». Questione che era già stata risolta la sera precedente con l'invio a Grassi di una mail nella quale Cosimi. «L'essersi candidato - si legge nella nota - senza aver prima concordato, e senza un'informazione preventiva, determina un elemento di crisi nella relazione tra sindaco e assessore. Nella convinzione delle tue qualità e delle tue esperienze sono costretto a chiedere le tue dimissioni in funzione anche di renderti più libero per le aspirazioni che hai».
L'ormai ex assessore convoca subito un incontro con la stampa. «Il sindaco mi ha chiamato nella sua giunta in qualità di assessore tecnico, per capacità e competenze – spiega Grassi – ma l'indicazione del mio nome è stata anche una scelta politica. E nel momento in cui lo stesso sindaco mi ha tolto la fiducia, non posso fare altro che accogliere le sue parole senza alcun giudizio o rancore personale e rassegnare le mie dimissioni». Ben lungi da usare un tono polemico, Grassi riesce comunque a levarsi qualche sassolino dalla scarpa: «La giunta non può essere una sala in cui non esistono differenze e divergenze. Spetta al sindaco riuscire a far convergere le diversità». Poi l'assessore affronta la questione primarie: »La mia non è una candidatura personale. La scelta del mio nome nasce da un percorso di discussione all'interno dei comitati. Certo, sono l'unico membro di giunta che si è schierato con Renzi». Grassi, dopo aver dichiarato che continuerà l’attività politica a Livorno e non a Firenze, spiega che formalizzerà le dimissioni la prossima settimana. Prima vuole mettere a punto un documento, una sorta di testamento della progettualità portata avanti fino a oggi. «Non voglio - afferma - che il lavoro svolto in questo anno e mezzo vada perduto, così fanno le istituzioni serie». E infine, un accenno alla candidatura di Alessandro Cosimi alle primarie per decidere i candidati Pd: «Senza di lui, mancherà il vero candidato della città».
Martina Corirossi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google