Lutto
Aamps, la maggioranza si salva grazie a Lamberti
Per Tamburini (Pdl) è il feeling di una nuova alleanza. Mal di pancia anche nel Pd L’assessore Nebbiai: il costo del servizio è inchiodato ai livelli di tre anni fa
LIVORNO. «Abbiamo appena assistito alla nascita di una nuova maggioranza». La frecciata arriva dal capogruppo Pdl Bruno Tamburini dopo le dichiarazioni di voto sull'approvazione del piano industriale-finanziario presentato da Aamps. Tutta “colpa” del fatto che il semaforo verde per i provvedimenti viene acceso grazie al sostegno di Gianfranco Lamberti (Confronto per Livorno), «ancora una volta stampella del Pd». L'Idv abbandona l'aula per protesta, Amadio e Cannito votano “no”. Tra voti contrari e astenuti mancherebbero i numeri per la validità della votazione. È il "sì" di Lamberti a mandare in porto la seduta. Salta invece l'immediata eseguibilità.
Inutile dire che non è questa l’unica stoccata polemica su una questione incandescente come i rifiuti. Basti pensare, sulla sponda opposta delle opposizioni, a cosa dice Andrea Romano (Idv): «L'amministratore unico di Aamps, Angelo Rosi, ha ricevuto una proroga di 6 mesi dell'incarico eppure tale decisione non è passata da quest'aula ma è stata assunta per regio decreto dal sindaco».
Il capogruppo dipietrista è un fiume in piena: la mancata audizione dei sindacati in merito alla gestione delle dinamiche occupazionali di Aamps, è l'altro cardine dell'intervento. Le polemiche si trascinano dalla commissione al consiglio. L'assessore al bilancio Valter Nebbiai deve ammettere il ritardo nella comunicazione ma sottolinea «scelte schizofreniche da parte del governo». Il piano tecnico e finanziario – specifica – è «modulato su disposizioni legislative». L'assessore conferma il costo del servizio «fermo al 2009». Porta a porta e aumento della differenziata fino al 50% sono vincolati da finanziamenti ad hoc della Regione. Per adesso ci sono 480mila euro per il porta a porta più un milione di finanziamento della Toscana.
«Ci siamo dati linee di indirizzo – aggiunge Nebbiai relativamente al progetto interprovinciale ancora in stallo – perché non possiamo ingessare il servizio per responsabilità che non abbiamo». L'impegno della giunta è quello di procedere con la trasformazione da Tia a Tares «senza particolari scossoni»: «Siamo diventati i gabellieri dello Stato», sbotta l'assessore sulla nuova tassa.
Il piano scontenta opposizioni e non solo. «C'è un problema politico e amministrativo grande come una montagna, – rilancia Lamberti – Rosi deve riferire al più presto in commissione. Vi è una partita da chiudere, quella tra terza linea dell'inceneritore o maxi termovalorizzatore, da cui non si può prescindere».
«Ci viene chiesto un parere su una scatola vuota che però ci vincola al futuro: una scatola che non tiene conto del lavoro»: sono le parole di Lorenzo Cosimi (Prc). Non cambia la posizione di Vladimiro Del Corona (Pd): «Voto perché ho a cuore le buste paga dei lavoratori. Il piano regionale non è assolutamente di conforto ma vi sono anzi, decisioni tra loro incompatibili e contraddittori». Del Corona parla di un «colossale colabrodo strategico, che Rosi venga a confrontarsi seriamente senza fare il dittatore». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Fiordi (Pd), da sempre contro il termovalorizzatore. Mette pepe Amadio (Pdl) ricordando 22milioni di Tia non riscossi dal 2006 al 2011. «Un indebitamento del 50% rispetto al fatturato è in linea con le altre imprese di questo tipo», precisa Nebbiai. Ad oggi ci sarebbero, secondo le stime della giunta confermate da Aamps, 20 milioni di debiti a cui corrisponde una cifra analoga in corrispettivi da incassare.
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