Gioco
Piano rifiuti, nel Pd torna il mal di pancia
Del Corona: quante contraddizioni ma per non mettere a rischio i lavoratori voto sì. L’Idv minaccia di uscire dall’aula
LIVORNO. Un sì che nasconde dubbi ma anche mugugni e, al tempo stesso, assunzione di responsabilità. Nella discussione in commissione sul piano finanziario di gestione dei rifiuti urbani saltano agli occhi le perplessità che, all’interno della maggioranza, mette in campo Vladimiro Del Corona (Pd). «Sono in una condizione angosciante e di grande imbarazzo. Le contraddizioni sono evidenti, ma se penso che in ballo ci sono il bilancio, il fallimento di Aamps, il licenziamento di altro personale, non posso esimermi dal voto. Il mio è un sì di responsabilità, ma ci sono aspetti da chiarire».
L'andamento della seduta della commissione bilancio è in salita per la maggioranza. L’assessore Valter Nebbiai presenta il piano gestionale definito con Aamps. «La società ha stabilito – spiega – che le risorse per l'espletamento dei servizi resteranno bloccate al 2009». Uno sforzo che vincola Aamps a mantenere il livello dei costi a 31,8 milioni di euro, malgrado il costo effettivo di 35,3 milioni». Punti salienti del piano sono l'incremento del servizio di raccolta porta a porta, riduzione e riciclo dei rifiuti con una previsione di 2 milioni di investimenti annui. E ancora la valorizzazione dei centri di raccolta e una maggior vigilanza attraverso l'istituzione di “ispettori ambientali”.
«La sfida – aggiunge l'assessore – è quella di raggiungere nel 2013 il 50% di raccolta differenziata, a fronte del 43% attuale. Mi rendo conto che si tratta di un progetto ambizioso». Infine l'assessore scioglie il nodo relativo alla Tares, che prenderà il posto della Tia: «Per questo primo anno la gestione dell'imposta sarà lasciata in service ad Aamps».
Il documento parla a chiare lettere anche dell'inceneritore al Picchianti. «In accordo agli atti di pianificazione vigenti – si legge – è prevista la realizzazione di una terza linea di termovalorizzazione».
Ma di fronte al progetto presentato, la protesta delle opposizioni infiamma la seduta. «Il piano industriale è poco credibile, – commenta Gianfranco Lamberti – non si chiarisce se le risorse sono state reperite o meno, quali siano gli obiettivi a medio periodo e i rapporti con Ato». A giudizio di Attilio Palmerini (Pdl), il piano industriale «cozza e compromette nella sua genericità il piano finanziario». L’affondo giunge poi da Marco Cannito (Città Diversa): «Il piano – esordisce – avrebbe dovuto rilanciare la gestione dei rifiuti e limitare la Tares. La nuova imposta sarà l'ennesimo odioso balzello che aggrava il peso della Tia: artigiani e piccoli commercianti non riusciranno a sostenere questa imposta».
Cannito chiede all'assessore lo studio di simulazione sulla Tarsu per capire l'incidenza su cittadini e imprese e, insieme a Lamberti, propone una nuova audizione di AngeloRosi, l’uomo ora al timone di Aamps. Ribatte l’assessore Nebbiai: «È vero che il piano provinciale dei rifiuti è in stallo ma questo non deve impedire di portare a termine un piano industriale che sarà di beneficio alla città».
Alla discussione politica si aggiungono le polemiche sui ritardi nel fornire ai commissari il materiale relativo alla seduta. Maristella Bottino, neoeletto presidente, denuncia «un metodo divenuto sistematico da parte dell'amministrazione che mortifica il ruolo delle commissioni e impedisce di essere puntuali e presenti nelle discussioni».
Il Pdl propone la modifica di tre articoli del regolamento (in particolare gli articoli 22, 42 e 61). La discussione sulla gestione dei rifiuti si conclude con un nulla di fatto. Il piano approda ora in consiglio. Lorenzo Del Lucchese (Idv) minaccia di abbandonare la seduta per protesta. «Questo è un comportamento profondamente scorretto, – attacca – il presidente Bianchi si era impegnato a rimandare la discussione qualora la documentazione fosse stata consegnata ai consiglieri dopo mezzogiorno».
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