Il Tirreno

Livorno

il personaggio

“Olive”, scuse e minacce «È il metodo siciliano»

“Olive”, scuse e minacce «È il metodo siciliano»

LIVORNO. Spiega uno degli investigatori raccontando dell’indagine: «Quello di Angelo Chiarenza è il tipico esempio del metodo siciliano dove ti mettono nelle condizioni di avere...

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Spiega uno degli investigatori raccontando dell’indagine: «Quello di Angelo Chiarenza è il tipico esempio del metodo siciliano dove ti mettono nelle condizioni di avere bisogno». Ecco qual è la premessa per spiegare il comportamento di quello che secondo gli investigatori coordinati dal pubblico ministero Massimo Mannucci sarebbe la mente dell’agguato all’imprenditore Simone Gonnelli.

Dalla ricostruzione degli inquirenti, infatti, emerge un particolare inquietante sul rapporto tra il proprietario di Calafuria e Chiarenza. «Quando la vittima è uscita dall’ospedale dopo un mese di convalescenza i due si sono incontrati perché Gonnelli doveva saldare il debito per il fabbricatore del ghiaccio difettoso comprato dal cinquantunenne qualche mese prima e nel frattempo riparato».

In quella occasione lo stesso proprietario della discoteca avrebbe raccontato dell’aggressione. La risposta del suo interlocutore, vista a distanza di mesi, sembra un goffo tentativo di coprire le proprie responsabilità: «Non ne sapevo nulla – avrebbe detto – negli ultimi tempi ero fuori. In ogni caso deve essere stato qualcuno di questi stranieri, se vuoi conosco della gente che potrebbe sapere qualcosa».

L’altro elemento che ha caratterizzato l’indagine è stato il silenzio e le parole in codice. «Stasera arrivano le olive» dicevano Chiarenza e il terzo indagato.

È questo il codice con il quale i due annunciavano l’arrivo di alcuni proiettili che gli agenti della polstrada hanno ritrovato nel filtro dell’aria avvolti nel cellophane.

A bordo della Bmw, fermata lo scorso 27 di ottobre, gli agenti hanno anche ritrovato uno scovolino di quelli che si usano per la pulizia delle armi, due coltelli a serramanico e tre passamontagna, molto simili a quelli usati durante l’aggressione ai danni dell’imprenditore. «È possibile che stessero preparando un altro colpo», ammettono gli inquirenti. In ogni caso all’alba di ieri il loro piano è naufragato quando alla porta hanno suonato gli agenti della polizia.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web