Il Tirreno

Livorno

Il Pd non ha ancora un suo candidato

Il Pd non ha ancora un suo candidato

Cosimi non ha chiesto la deroga, Susini sostiene Filippi. Si fanno avanti Diop e Bufalini. Spuntano Colombini e Frontera

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LIVORNO. Nota arrivata ieri alle 13.15 da via Donnini: «La direzione territoriale auspica candidature di indiscussa moralità e trasparenza, caratterizzate da un alto profilo e da rilevanti esperienze professionali e amministrative». Già, «auspica». Perché la verità è che il Pd livornese non ha ancora un candidato “suo” da sostenere alle primarie del 29 e 30 dicembre per decidere senatori e deputati. Lo dimostra la direzione andata in scena lunedì sera. Una direzione ad escludendum, convocata per presentare le regole e dire, di fatto, chi non parteciperà.

I non derogati. «La direzione – continua la nota – ha registrato con favore l'autoesclusione a candidarsi di segretari, sindaci e presidente della Provincia, ai quali viene riconosciuta la serietà istituzionale nel portare a compimento il mandato che gli elettori hanno affidato». La verità è che ieri, nella sede del Pd, erano ancora tutti in fibrillazione per la partita delle deroghe. Dopo che a chiederla è stato il sindaco di Piombino, Gianni Anselmi, si era sparsa la voce che anche Alessandro Cosimi avesse fatto domanda per correre alle primarie. Voce che si è rincorsa per ore. Ma lui, in serata, ha seccamente smentito. Diversa la partita del sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci, assente lunedì. Si dice che fosse legato al destino della “lista Renzi” ma a quanto risulta non è sceso in campo.

Filippi torna in auge. Unico nome discusso in direzione è quello dell’auto(ri)candidato Marco Filippi. Il senatore, che per partecipare non avrà bisogno di raccogliere firme, è sostenuto dall’ex parlamentare Marco Susini. E così al segretario comunale Yari De Filicaia non è rimasto altro da dire che «la discussione deve ripartire da chi c’è già, dal senatore». Del resto, è l’unico (o quasi) nome in campo. Anche se tra i dirigenti c’è chi si lascia scappare che forse, lo stesso De Filicaia, alla candidatura ci pensa ancora. Intanto, lunedì sera, ha smentito pubblicamente l’ipotesi di candidare l’amica Francesca Marcucci.

Viti non corre. In questo caos, a ricevere la chiamata dei segretari è stato il primario Maurizio Viti, da sempre in cima alla lista dei papabili. Il chirurgo, però, ha risposto “no grazie”.

Ipotesi Colombini. Continua a circolare il nome dell’assessore Giovanna Colombini, professore di diritto all’Università di Pisa, esperta di piani e sistemi europei. Ma preparare in pochi giorni la candidatura di una personalità non strettamente politica non è uno scherzo.

Scende in campo Diop. Ufficiale è, invece, la scesa in campo del presidente della comunità senegalese, Diop Mbaye, già responsabile giustizia della segreteria Di Rocca. Diop ha inviato una e-mail a tutti gli iscritti. «La mia candidatura – conferma – vuole essere un segnale anche provocatorio. Il Pd ha puntato su diritti civili e integrazione: faccia gesti concreti, al di là delle parole».

Firme, Bufalini a metà strada. Intanto ha già superato la metà delle firme necessarie a candidarsi (212 in almeno tre circoli) il capogruppo in Provincia, Elis Bufalini. Il dirigente del Pd resta in silenzio tattico in attesa che gli altri scoprano le carte. Ma è l’unico già arrivato a metà strada.

Spunta anche Frontera. A sorpresa alcuni iscritti hanno comunicato ai big del partito la volontà di avviare una raccolta firme per Claudio Frontera, ma l’ex presidente della Provincia accetterà?

E i renziani? Il fronte renziano si riunirà domani per provare a formulare una proposta concreta. In pista c’è sempre stato anche l’assessore Mauro Grassi che oggi, guardandosi intorno, dice: «Ho sempre pensato a una candidatura per portare un contributo alla discussione. Se è la fiera dei ferri vecchi e delle vanità tiro il freno...». Il tour de force delle firme dovrà chiudersi venerdì alle 20: sabato mattina è convocata la decisiva direzione territoriale.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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