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Cosimi alla resa dei conti col Pd: «Dopo le primarie...»

Cosimi alla resa dei conti col Pd: «Dopo le primarie...»

Il sindaco si tira fuori dalla corsa al Parlamento: «Non ho chiesto deroghe» E dopo l’attacco all’amministrazione vuole «chiarimenti». Direzione in nottata

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LIVORNO. Direzione fino a tarda notte, ieri, in via Donnini. Il segretario territoriale del Pd, Samuele Lippi, ha riunito il partito subito dopo che a Roma sono state scritte e votate le regole per partecipare alle primarie che il 29 e 30 dicembre decideranno senatori e deputati del Pd.

Alla vigilia della direzione sia Samuele Lippi (territoriale) che Yari De Filicaia (unione comunale) hanno annunciato ai membri delle rispettive segreterie che in apertura avrebbero subito sgombrato il campo dall’ipotesi di candidatura dei segretari. Ipotesi che in questi giorni ha scatenato il maremoto in via Donnini. Sul tavolo anche l’ipotetica candidatura del capogruppo in Provincia, Elis Bufalini e l’autocandidatura del senatore in carica, Marco Filippi, che per partecipare, a quanto risulta, sarebbe esentato dal regolamento a raccogliere le firme tra i circoli.

Fra i tanti nomi che circolano per le candidature è spuntato anche quello di Francesca Marcucci, presidente dei Giovani industriali, figlia di Nereo (ex segretario Cgil ed ex presidente dell’Authority). Nel partito dicono in molti che a mettere il nome sul tavolo è stato proprio De Filicaia - che a domanda diretta nega con imbarazzo e annuncia smentite - e ciò potrebbe essere letto come uno sgarbo al sindaco, i cui rapporti con Marcucci senior sono tutt’altro che idilliaci.

In questo tutti contro tutti, c’è chi ha fatto il nome del segretario Cgil, Maurizio Strazzullo. Per far chiarezza occorre attendere la direzione sui candidati in agenda sabato.

Il capitolo più scottante, però, resta quello delle deroghe. Il regolamento prevede che «salvo deroghe, non potranno essere candidati i presidenti di Regioni e Province, i sindaci di città sopra i 5mila abitanti». Le deroghe, chieste dai diretti interessati entro stamani, saranno valutate dal partito a tutti i livelli (a Firenze, oggi, riunione di tutti i segretari territoriali). Non è escluso che possa essere l’Anci a chiedere deroghe.

Uscito il regolamento, Alessandro Cosimi ha preso la palla al balzo per tornare a ribadire «che non ho chiesto deroghe per correre per il Parlamento». Aggiungendo che «il sindaco ha deciso di non partecipare alle primarie, la tenuta dell’amministrazione comunale non è in discussione». Ma la vera notizia, arriva subito dopo, quando - un’ora prima dell’inizio della direzione territoriale - afferma che «dopo le primarie, andranno sicuramente chiarite alcune questioni. Mi sembra davvero che il tono si sia alzato troppo e che ci siano tensioni vissute in maniera troppo acuta...». Impossibile non leggere in queste parole un chiaro riferimento a quanto è avvenuto sabato scorso nella direzione comunale del Pd, quando la sua giunta e il lavoro che ha svolto finora, sono stati messi sotto processo. Lo stesso vicesindaco ha chiesto una verifica ufficiale al partito.

Juna Goti

Alessandro Guarducci

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