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Livorno

CAMERA DI COMMERCIO

Cercasi innovazione la nostra economia alla prova del futuro

LIVORNO. Ottimizzare le risorse e snellire la burocrazia: sono queste le parole d'ordine emerse dal confronto tenutosi ieri pomeriggio presso la Camera di Commercio intorno a una tavola rotonda fra i...

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LIVORNO. Ottimizzare le risorse e snellire la burocrazia: sono queste le parole d'ordine emerse dal confronto tenutosi ieri pomeriggio presso la Camera di Commercio intorno a una tavola rotonda fra i protagonisti del mondo istituzionale e imprenditoriale della provincia di Livorno. Obiettivo: discutere i problemi concreti legati allo sviluppo del territorio, della crisi ma soprattutto delle proposte, partendo dalle eccellenze della nostra provincia, da quelle aziende che nonostante le difficoltà tirano fuori il meglio della nostra zona.

Sono state presentate, tramite la proiezione di un video, dodici realtà che operano nel territorio: dodici imprese che variano dalla terra al cielo passando per il mare, dall'imprese locali dei prodotti tipici, alle aziende ingegneristiche specializzate in collaudo, progettazione, telecomunicazione oppure designer. Il confronto, moderato dal direttore del Tirreno, Roberto Bernabò, ha chiamato le istituzioni a rispondere su come si pongono in relazione a questi modelli di innovazione e ricerca.

«Vi sono sacche di povertà che non possono essere ignorate, occorre far crescere la cultura dell'impresa come bene sociale, riscoprendo la vocazione turistica della città», interviene il vescovo Simone Giusti.

Una partita quella del turismo aperta – conferma il vicesindaco Bruno Picchi – ma da leggere nel contesto del territorio. Occorre difendere le imprese che operano in città, il porto, quello che è rimasto dell'industria pesante: vi è la necessità di abbattere i vincoli sul patto di stabilità che spingono le imprese ad investire in luoghi dove trovano maggiori incentivi. Ciò emerge anche dalle imprese presentate che immettono parte dei prodotti al di fuori dei circuiti del mercato regionale.

Al di là del riordino delle province, Giorgio Kutufà parla dell'urgenza di dare risposte rapide rimodellando procedure che spesso lasciano la Provincia incapace di agire. Incapacità che può essere arginata da un approccio diverso, coraggioso, dice l’assessore colligiano Riccardo Demi, come è stato fatto dalla sua amministrazione nell'ambito delle energie rinnovabili. Soprattutto il porto di Livorno deve essere inteso come Porto della Toscana e spingere la Regione a investire su di esso. Scommettere sul cambiamento e investire, sono le linee guida di Rosignano e Portoferraio, che procedono alla riqualificazione di piccole e medie imprese, puntando poi sullo sviluppo turistico.

Giulia Mancini

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