Il Tirreno

Livorno

Bidoni, controllo in mare fino al 2014

di Azzurra Biagi
Bidoni, controllo in mare fino al 2014

All’appello mancano 72 fusti tossici. L’impegno di Comune e Provincia: «Finora dalle analisi risposte tranquillizzanti»

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LIVORNO. «Le ricerche dei 72 bidoni che attualmente risultano ancora dispersi non si fermeranno e il monitoraggio delle acque e del pescato andrà avanti per tutto il 2014». Così l’assessore all’ambiente della provincia di Livorno Nicola Nista ha dichiarato a quasi un anno dall’incidente marittimo che, lo scorso 17 dicembre, fece sbalzare dall’Eurocargo Venezia, a venti miglia dalla costa livornese, e in pieno santuario internazionale dei cetacei, 198 fusti d’acciaio contenenti catalizzatori a base di nichel e moblideno. Tutte sostanze tossiche usate per la lavorazione del petrolio.

Ieri si è così svolta una conferenza stampa dove, insieme all’assessore Nistri, erano presenti anche Mauro Grassi, assessore alla valorizzazione del territorio, Massimo Seno della capitaneria di porto di Livorno e Stefano Rossi, responsabile del dipartimento Arpat della città. «Le analisi sull'ambiente marino e sul pescato, fortunatamente, hanno fornito fino a questo momento risultati tranquillizzanti - ha affermato Stefano Rossi - In questi giorni valuteremo come procedere nei prossimi mesi, se dilazionare i controlli nel tempo o meno. I risultati delle analisi sono comunque consultabili in totale transparenza sul nostro sito internet (www.arpat.toscana.it».

«È importante anche prendere provvedimenti con le nuove regolamentazioni in merito alle modalità di trasporto di carichi di questo tipo – ha spiegato il comandante Massimo Seno – come da decreto Clini Passera, sia a livello nazionale che internazionale, al fine di scongiurare possibili incidenti futuri».

Tutti i relatori presenti hanno ribadito: «Non intendiamo far calare l'attenzione sulla vicenda. Continueremo a lavorare in sinergia sia affinché non cessi la ricerca dei bidoni rimasti in fondo al mare, e perché proseguano i monitoraggi sulla salute delle acque e del pescato».E proprio oggi, in prefettura, è previsto un tavolo tecnico per stabilire il futuro del piano di lavoro.

Al tavolo dei lavori presenti anche alcuni rappresentanti del comitato di cittadini “Togliete quei bidoni”, quattro mila firme che hanno destato attenzione e che spiegano la volontà di partecipazione attiva e di informazione da parte dei cittadini riguardo a questa vicenda. Un’attenzione e una partecipazione che non sono mai diminuiti nel tempo. «Quello che chiediamo alle istituzioni è che le ricerche e il monitoraggio non siano abbandonati», ha spiegato Francesco Gazzetti, giornalista e rappresentante del comitato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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