Il Tirreno

Livorno

«Viaggiamo su macchine insicure»

di Ludovica Monarca

Parla il vicesegretario del sindacato Ugl Gianluca Panattoni sui tagli alla polizia: «È un problema di sicurezza per tutti»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Se si continua così è a rischio non solo la sicurezza dei cittadini, ma anche la nostra». Gianluca Panattoni, 44 anni, è vicesegretario del sindacato Ugl con 25 anni di servizio alla spalle in polizia. Quello che racconta il sindacalista, è come i tagli degli ultimi anni hanno impattato sulla qualità e sulla sicurezza del lavoro. E ora che si entra più sempre nel dettaglio della "spending review" al ministero dell'Interno, la situazione sembra destinata a peggiorare. La polizia di Stato è chiamata infatti a risparmiare 65 milioni di euro dal proprio bilancio con un'operazione chirurgica di riorganizzazione. «Un'operazione – commenta Panattoni – che aggiunge tagli in una situazione già piuttosto complicata».

Un problema su tutti: le macchine di servizio. «Nel 2001 erano arrivate in tutta la provincia ben trentaquattro macchine specializzate ora sono 14 in tutta la provincia e solo 7 a Livorno di cui, quelle del tutto funzionanti sono solo 2». Con macchine specializzate si intende delle vetture con i vetri anti sfondamento, la carrozzeria antiproiettile e il divisorio all’interno dell’abitacolo per i trasporti di soggetti pericolosi. «Ora chi esce sulla strada usa quasi sempre le normali Stilo Fiat. Al di là del colore della carrozzeria sono macchine assolutamente normali, come quelle che potrebbe usare un qualunque cittadino». Un problema da non sottovalutare, in quanto, con la diminuzione delle macchine, c’è stato anche un aumento del personale su strada spostato dagli uffici. Per i sindacati un disastro sotto l’aspetto logistico. «Così ogni giorno – spiega – su 14 unità di turno, abbiamo solo due macchine pronte ad affrontare situazione di pericolo. Non è sicuro, per nessuno. Una volta mi hanno raccontato che, in seguito a un arresto, sono dovuti tornare in centrale a recuperare la macchina adatta per poter caricare il soggetto in auto in tutta serenità. È uno spreco di tempo oltre che un problema di sicurezza evidente». Non solo, le macchine della polizia, sono assicurate da un pacchetto stipulato 4 anni fa che scadrà fra due anni. «Non tutte le vetture fanno parte di questo pacchetto, se si rompe una macchina che non è in garanzia è un problema, i soldi sono pochissimi. In più alcuni danni non sono coperti dal pacchetto». Danni che non sono poi così improbabili. « Le macchine che abbiamo sono turbo disel, un tipo di vettura che è sprecata in città visto che non raggiungiamo quasi mai velocità molto elevate. Mantenere un motore del genere con un media di velocità di pochi chilometri all’ora può facilmente compromettere, per fare un esempio, il funzionamento del filtro antiparticolato. Danno che non è previsto all’interno del pacchetto assicurativo». Ma non finisce qui. La scorsa settimana il sindacato di Panattoni ha dotato la sezione volanti di un computer nuovo. Un gesto volto a aiutare una delle sezioni più colpita dai tagli che, oltre a doversi giostrare con le vetture, fino al dono del sindacato aveva solamente tre computer a disposizione. «La mancanza di pc comportava attese infinite per scrivere un verbale e terminare il proprio lavoro. Vi immaginate dover usare solo tre computer in venti persone? – racconta – Ho sentito diverse volte persone affermare di aspettare anche due ore prima di poter usare il computer». Un altro problema che il sindacato sottolinea molto spesso è il blocco del turn over. «Ogni anno va in pensione più o meno il 10% del personale e non viene sostituito. Sicuramente il periodo è difficile per tutti, ma si potrebbe pensare a soluzioni diverse. I condizionatori della sala operativa sono rotti da un anno. La spesa per la riparazione è troppo alta così si usa il riscaldamento centrale, uno spreco pazzesco». E la pulizia? «Tagliata anche quella. Le operatrici ora dovrebbero pulire 90 stanze in due ore, un’impresa impossibile e i risultati sono sotto gli occhi di tutti». «Questi – conclude – non sono problemi da sottovalutare. C’è di mezzo la sicurezza di tutti. Speriamo che non serva il morto a far aprire gli occhi al governo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web