Gioco
La candidatura De Filicaia spacca la direzione Pd
I coordinatori di tre circoli fanno il nome del segretario e lui non dice no Dirigenti spiazzati. Filippi: «Scendo in campo». Il silenzio strategico di Cosimi
LIVORNO. I segretari di alcuni circoli candidano Yari De Filicaia al Parlamento. La direzione si spacca: «Il segretario – ripetono dal fronte opposto – deve restare al timone del partito e traghettarlo in questa fase difficile per il territorio». E mentre De Filicaia, a sorpresa, non chiude la porta all’ipotesi romana, il sindaco decide di restare in silenzio - in attesa degli eventi - e il senatore Marco Filippi annuncia ufficialmente la propria ricandidatura.
La direzione convocata ieri mattina in via Donnini ha confermato le anticipazioni pubblicate dal Tirreno. In vista delle primarie che il 29 e 30 dicembre decideranno senatori e deputati del Pd, nella federazione livornese non sono mancati colpi di scena e tensioni. Con gli occhi che ora sono più che mai puntati alla direzione nazionale del Pd che domani metterà nero su bianco le regole delle primarie e su quella territoriale che darà il via libera alle candidature.
Tre circoli candidano De Filicaia. «È la persona giusta per rappresentare Livorno: è giovane, si è fatto esperienza sul campo e non viene da vecchi giochi di palazzo». Così la segretaria del circolo Pd di Shangai, Simonetta Pampaloni, ha messo sul tavolo, per prima, la candidatura del segretario comunale. L’hanno seguita Spartaco Geppetti (San Jacopo) e Mario Camici (Porto). Apprezzamenti sono arrivati anche da esponenti del circolo Stazione e dalla referente delle donne, Luana Lucarelli, che ha parlato a titolo personale.
«Ma ci serve qui». La candidatura di De Filicaia - portuale, 37 anni - ha però spiazzato una parte della direzione e della stessa segreteria, con qualche big che ha sgranato gli occhi ed è rimasto in silenzio. «Lasciamo fuori i segretari da queste primarie», raccomanda subito il consigliere comunale Vladimiro Del Corona (Fiorentina). «Nell’ottica del rinnovamento non c’è ombra di dubbio che Yari sarebbe un candidato autorevole, ma proprio perché sta guidando bene il partito deve restare al suo posto. Abbiamo davanti un percorso difficile: l’unica medicina è essere coesi, avere le idee chiare. Candidare i segretari sarebbe un suicidio politico». L’altolà arriva anche dal presidente della direzione dell’unione comunale, Giancarlo Mazzoni, dal consigliere comunale Alessandro Latorraca e dall’ex parlamentare Marida Bolognesi, che torna a chiedere di aprire alla società civile. Tutti riprendono le parole con cui lo stesso De Filicaia ha aperto la direzione (il partito - ha detto - ha di fronte un territorio da gestire e scadenze importanti per cui lavorare, come elezioni politiche, amministrative, regionali, scadenze portuali) e scuotono la testa di fronte a un’ipotesi che, secondo loro, «potrebbe sfasciare il partito».
Lui non dice no. Ma alla fine il segretario, che ha sempre detto di voler fare l’arbitro in questa partita, non chiude la porta davanti all’ipotesi candidatura. Non dice sì, ma non dice neppure: “No grazie, segretari e amministratori resteranno al proprio posto”. «Nella fase in cui siamo – dichiara a margine della direzione – escludere o dare per scontata a priori qualunque ipotesi sarebbe sbagliato. Ho apprezzato sia chi ha fatto il mio nome sia chi, con stima e correttezza, mi ha chiesto di restare». Poi annuncia che nei prossimi giorni scatterà una consultazione sui candidati nei circoli, «per arrivare a fare una proposta condivisa, partendo dalla base». Il leader comunale sembra poter contare su un buon appoggio nei circoli: se alla fine facessero proprio il suo nome? «Sarà un elemento di valutazione – risponde – anche da parte della segreteria territoriale, che è quella che dovrà formulare le proposte».
Maremoto nel partito. A questo punto invece di raccontare gli interventi, raccontiamo i silenzi. In direzione non prendono la parola né il consigliere regionale Marco Ruggeri né il numero due della segreteria Alessio Ciampini. Non parla Kutufà. Il presidente della circoscrizione 5, Matteo Ampola, esce dalla sede e dice questa frase: «Penso che nel partito ci si debba stare con umiltà, correttezza e serietà. Punto». Le facce tra i big e i membri della segreteria sono tese e c’è anche chi azzarda ipotesi di proprie dimissioni: a denti stretti alcuni fra i dirigenti ripetono che si sarebbero aspettati «un no immediato, senza se e senza ma, del nostro segretario». Domani finirà sul tavolo anche la candidatura del territoriale, Samuele Lippi?
Filippi scende in campo. È in questa mattinata di svolta che il senatore in carica, Marco Filippi, prende il microfono dello stanzone al primo piano della sede e annuncia senza mezzi termini che si candida ufficialmente alle primarie. «In altri momenti – interviene – a questo punto sarei venuto di fronte al partito per chiedere un giudizio sul mio lavoro. Oggi sarebbe fuori luogo: quel giudizio è corretto chiederlo ai nostri elettori». «La cosa che più mi è pesata in questi anni – chiosa – è stata essere considerato un parlamentare nominato: per me non partecipare alle primarie sarebbe una fuga dal giudizio della città. Credo e spero che la mia candidatura rappresenti un arricchimento».
Cosimi tace. Ieri il sindaco Cosimi, impegnato in un dibattito con gli edili, è arrivato quasi sul finire della direzione ed è rimasto in silenzio. Scuro in volto, nel pomeriggio non ha voluto rilasciare dichiarazioni. «Il sindaco – ha chiarito De Filicaia in direzione – non ci ha mai chiesto niente e sia in consiglio comunale che nelle sedi di partito ha espresso la volontà di portare a termine il mandato». Ma il suo silenzio pare strategico: domani le regole chiariranno chi e come può partecipare alle primarie, e se ci saranno deroghe per i primi cittadini...
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