Il Tirreno

Livorno

Turisti in fuga, l’anno nero della crisi

di Valeria Cappelletti

In picchiata soprattutto il comprensorio di Livorno: presenze giù del 20% fra gli italiani e del 13% fra gli stranieri

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LIVORNO. Un 2012 nero per Livorno sul piano del turismo. Nel periodo compreso tra gennaio e agosto 2012 l’area livornese, che comprende la nostra città e Collesalvetti, ha registrato un calo delle presenze di turisti italiani (meno 19,48 per cento) e di stranieri (meno 12,8 per cento); anche il settore alberghiero ha subito una perdita (meno 14,3 per cento) e stessa situazione per l’extra alberghiero (case per vacanze, affittacamere, ostelli) con un meno 24,1 per cento. Sono dati che riguardano il settore turistico della nostra provincia, nel periodo compreso tra gennaio e agosto 2012.

L’assessore provinciale al turismo Paolo Pacini segnala che «l’area livornese ha registrato una situazione fortemente negativa: si lega alla crisi delle isole toscane, con un calo di turisti che negli anni passati pernottavano nella nostra città prima di imbarcarsi e che ora sono diminuiti. Tuttavia il dato che preoccupa di più è che l’area livornese è l’unica realtà della Costa degli Etruschi e dell’Arcipelago toscano a registrare un segno negativo anche per le presenze di stranieri».

Nella vicina Val di Cornia, a fronte di un meno 12,0 per cento di presenze di turisti italiani, c’è un 4,5 per cento in più per quanto riguarda gli stranieri (segno “meno” per il settore alberghiero ed extra alberghiero); mentre in Val di Cecina si registra una crescita del 4,5 per cento di presenze italiane e del 5,5 per cento di quelle straniere (da suddividere, relativamente alla tipologia delle strutture ricettive, fra l’incremento del 2,2 per cento per gli alberghi e un aumento del 5,4 per cento per l’extraalberghiero).

A salvare il settore turistico provinciale sono stati dunque gli stranieri: 2,41 milioni (più 4,3 per cento) di quest’anno contro i 2,31 milioni del 2011. Al contrario le presenze di italiani sono diminuite: da 4,70 milioni nel 2011 a 4,47 milioni quest’anno (meno 4,9 per cento). Tra i turisti stranieri che scelgono la nostra provincia, al primo posto troviamo i russi, seguono tedeschi, svizzeri, austriaci e belgi, calano invece i francesi e gli inglesi.

«L’elevata affluenza di russi – spiega Pacini – è legata anche ai buoni risultati del collegamento tra l’aeroporto di Pisa e San Pietroburgo. Si tratta per lo più di famiglie di ceto medio alto che soggiornano per una media di 15 giorni e scelgono in particolare Castagneto Carducci, San Vincenzo e Isola d’Elba».

Se guardiamo all’andamento dei flussi turistici in tutta la provincia di Livorno, le presenze hanno registrato un meno 1,9 per cento, passando da 7,01 milioni nel 2011 a 6,88 milioni quest’anno mentre rimane stazionario il numero dei giorni di permanenza, che si attesta intorno a 6.

Anche le strutture ricettive provinciali hanno segnato un valore negativo: più marcato (meno 4,2 per cento) nel settore alberghiero, perché nell’extraalberghiero la flessione non arriva neanche a un punto percentuale (meno 0,7%), dinamica positiva invece per gli agriturismi e i campeggi.

E nell’ambito dei servizi, come sono andate le cose? «A soffrire di più questo andamento negativo – tiene a sottolineare l’assessore provinciale – sono stati i settori dell’artigianato, della ristorazione e del commercio per i quali i turisti hanno deciso di spendere meno».

Al contrario, molto richiesti sono stati il giro dei fossi in battello e la visita all’Acquario per quanto riguarda Livorno, anche se la maggior parte dei turisti che arriva nella nostra città chiede di visitare il mercato centrale. Richieste anche le visite alla strada del vino, ai parchi della Val di Cornia, alle terme di Calidario (Venturina), al parco acquatico Acquavillage (Cecina) e al Cavallino Matto (Donoratico).

«C’è infine da sottolineare – continua Pacini – una diminuzione del 15 per cento delle presenze di turisti che avevano una seconda casa nella nostra provincia e che la utilizzavano per le vacanze».

Fanno ben sperare invece le primissime elaborazioni dei dati relativi ai flussi turistici del mese di settembre: secondo una stima effettuata su circa 790 strutture ricettive, risulta una crescita degli arrivi e delle partenze in provincia di Livorno del 3,9 per cento e dell’1,7 per cento e una ripresa delle presenze turistiche nell’arcipelago toscano (più 2,3 per cento) e nella Costa degli Etruschi (più 1,3 per cento).

«Una stagione turistica tutto sommato soddisfacente, che ha superato le previsioni negative legate alla crisi – dice Pacini – ma che ci invita ad agire e a investire in competitività, in innovazione e nei nostri prodotti tipici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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