Italia
La protesta anti-inceneritore si veste da Babbo Natale
Un Babbo Natale in mezzo agli attivisti in lotta contro l’inceneritore fra piazza Grande e via Grande: in mezzo allo shopping natalizio per dire stop al termovalorizzatore (sia come potenziamento dell’esistente che come nuovo impianto)
«No inceneritore né qui né altrove». È lo slogan del “fronte del no” che, in nome della lotta contro ogni ipotesi di potenziamento del termovalorizzatore o di costruzione di un nuovo impianto, è stato protagonista di una “protesta itinerante” in centro nel pomeriggio di oggi. Nel sabato consacrato al rito dello shopping natalizio (sempre più ridotto), un gruppo di attivisti anti-inceneritore ha attraversato via Grande e piazza Grande per manifestare il proprio dissenso nei confronti di quel che è stato ribattezzato «Natale tossico» per dire no «all'inceneritore e alle nocività». Non a caso, fra i manifestanti figurava ironicamente anche un Babbo Natale.
Il Comitato NoInc dice che il proprio altolà è motivato da tre aspetti. Il primo riguarda l’inquinamento: gli inceneritori – si afferma – «emettono sostanze cancerogene come la diossina, i metalli pesanti, le nano-particelle che provocano anche malattie cardio-circolatorie e al sistema respiratorio». Il secondo è relativo all’«aumento delle tasse sui rifiuti», che il comitato ritiene inevitabile («per
giustificare la costruzione del megainceneritore si terranno basse le raccolte differenziate e questo vorrà dire pagare salate multe», che saranno pagate dai cittadini attraverso rincari). Il terzo ha a che fare con la bassa ricaduta occupazionale dell’inceneritore: al contrario, secondo NoInc, puntare sulla differenziata e sul porta a porta creerebbe molti più posti di lavoro).
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