Lutto
Il partito guarda anche fuori e alle donne
Sul tavolo il toto nomi di politici e professionisti. I renziani si organizzano. Primi autocandidati
LIVORNO. Le primarie si avvicinano (29 e 30 dicembre, sempre che le politiche siano il 17 febbraio) e il Pd di Livorno brancola nel buio. Di candidati certi e condivisi, inutile girarci intorno, non ce ne sono. Il cerchio sembra stringersi intorno a segretario, amministratore e senatore. Il segretario Jari De Filicaia (se accetterà di scendere in campo su richiesta dei circoli), il sindaco Alessandro Cosimi (se le regole lo permetteranno e il partito glielo chiederà), il parlamentare Marco Filippi (se avrà il sostegno dell’apparato e se la sentirà di passare dalle primarie). Un mare di sé che per ora tiene aperto il toto nomi.
Anche perché, se le indiscrezioni saranno confermate, la federazione di Livorno, per sperare di mettere in corsa due parlamentari, dovrà candidarne almeno quattro.
Negli ultimi giorni c’è chi si è fatto avanti dall’interno del partito, come il capogruppo in Provincia, Elis Bufalini («sono a disposizione e pronto a dimettermi da capogruppo»). Ci saranno sicuramente altre sorprese da dentro, mentre i vertici dicono di essere alla ricerca di personalità di spicco della società civile: professori, avvocati, professionisti vicini al Pd. Sono stati fatti i nomi di Emanuele Rossi, Maurizio Viti, Paolo Dario, Giuseppe Angella. Anche quello di Roberto Piccini, che dalla sede della Porto di Livorno 2000 smentisce.
Sicuramente una parte del partito guarda alle donne: rimbalzano i nomi di Paola Bernardo e Giovanna Colombini, che comunque dovrebbero lasciare la giunta.
Nella categoria degli amministratori con eventuale deroga, oltre a Cosimi, ci sono il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, e il giovane sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci, che stando ai commenti dei colleghi di partito potrebbe riscuotere il sostegno non solo dei renziani. Già, i renziani. Qualche sorpresa in tema di candidature potrebbe arrivare proprio dai sostenitori del sindaco di Firenze, soprattutto nel cecinese.
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