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Livorno

RIFONDAZIONE

«Anche nel Pot un attacco per indebolire la Compagnia»

LIVORNO. La priorità alle crociere agli accosti 46-47 dell’Alto Fondale? Si tratta di «inaccettabili tentativi di forzare la mano» senza dare al titolare della concessione Cilp «alcuna garanzia...

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LIVORNO. La priorità alle crociere agli accosti 46-47 dell’Alto Fondale? Si tratta di «inaccettabili tentativi di forzare la mano» senza dare al titolare della concessione Cilp «alcuna garanzia rispetto a fattori compensativi certi» la possibilità di «preservare i traffici dei prodotti forestali e della merce varia» (che sono «ad alto valore aggiunto» e «producono quantità di reddito e lavoro contrattualizzato per tutto l'arco dell'anno»). È l’attacco che nella discussione sul nuovo Piano operativo triennale arriva dalla Federazione della sinistra per iniziativa del circolo porto.

Rifondazione spara a zero sull’«anomalia tutta livornese del palese conflitto di interessi dell'Autorità Portuale che non ha credibilità politica né giuridica per esprimere la posizione di terzietà che la legge gli assegna». È per questo che tiene a ribadire la scelta di difendere «”senza se e senza ma” la funzione imprenditoriale della Compagnia portuale» invitando i lavoratori a «mobilitarsi» contro una manovra di indebolimento di cui, a giudizio del Prc, si avverte traccia anche nel Piano operativo triennale presentato dall'Autorità Portuale.

La segreteria della sezione Prc ricorda che in questo campo Livorno «è il primo nel Mediterraneo» e serve «una attività industriale di eccellenza, come quella della carta, che da sola produce circa il 2% del Pil regionale».

Ai rifondatori non è andata giù l'idea della "reciprocità" che accompagna questa mossa: le imputa «l'opacità operativa e la tendenza a commistioni irregolari» sul piano delle regole del lavoro.

Ma il circolo Prc – che torna anche a suonare vla sirena d’allarme riguardo all’Agelp messa in liquidazione e alle incognite sulla costituzione della nuova società – ne fa discendere qualcosa di più ampio: nei confronti della Compagnia Portuale si susseguono «tentativi di forzature» da parte «dell'Autorità Portuale, dei vertici delle istituzioni locali e delle confederazioni sindacali, anche nell' ultimo comitato portuale, vanno inquadrate nel tentativo ormai palese di indebolire la funzione imprenditoriale di questa realtà autogestita». Da un lato, alla Compagnia si chiede di «riorganizzarsi attuando politiche di risanamento» e, dall’altro, si cerca al tempo stesso di «indebolire gli asset strategici necessari al raggiungimento di questo obiettivo».

Questo composito fronte – si afferma – presenta «con disinvoltura, da atteggiamenti da "Chicago Boys", per quanto riguarda le attività commerciali portuali», esorta «le condizioni per l'intervento di nuovi capitali e nuovi soggetti imprenditoriali» e auspica «la cessazione delle rendite di posizione». Eppure, al contrario, su crocieristica e la Porto di Livorno 2000 esprime «orientamenti da membri del Soviet Supremo, tutelando, in questo caso la sola vera rendita di posizione presente nel porto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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