Sicurezza
«Edilizia, la crisi vale due Delphi e mezzo»
Frangerini (Confindustria): «In quattro anni persi mille posti». Domani tavola rotonda con le istituzioni
LIVORNO. «Solo nell’ultimo quadriennio, nella nostra provincia abbiamo perso circa mille posti di lavoro, due volte e mezzo i dipendenti originari della Delphi, realtà su cui la politica si è attivata fortemente: che cosa, invece, ha fatto per il settore delle costruzioni?». È una delle domande che Stefano Frangerini, presidente dell'associazione dei costruttori edili di Confindustria Livorno, rivolgerà domani ai rappresentanti delle istituzioni che parteciperanno alla tavola rotonda organizzata per festeggiare il 50° anniversario della fondazione dell'ente livornese Cassa Edile.
I festeggiamenti partiranno alle 9 in via Piemonte 62: prima sarà presentato il libro “Costruire insieme” di Stefano Gallo, poi partirà la tavola rotonda sul tema: “Quale futuro nelle costruzioni?”. Parteciperanno, tra gli altri, il sindaco e il presidente della Provincia.
Ma guardando ai numeri del settore, quelli di domani saranno festeggiamenti a metà. «Solo nell'ultimo quadriennio – anticipa Frangerini – abbiamo avuto un calo del numero delle imprese di costruzione livornesi che si è attestato intorno al 16%, con una diminuzione del numero complessivo degli addetti nella misura del 20% e una contrazione delle ore totali annue lavorate di quasi il 23%: una contrazione dovuta si agli effetti della crisi, ma anche all'assenza totale di politiche attive da parte delle amministrazioni locali, che hanno determinato mancate scelte urbanistiche, procedurali, e metodologiche indirizzate al sostegno del settore». «Sono numeri impressionanti – sottolinea – che nella nostra provincia corrispondono alla perdita di circa mille posti di lavoro, due volte e mezzo i dipendenti originari della Delphi... Quali azioni hanno intrapreso le amministrazioni per arginare la crisi e sostenere le imprese?».
«Da anni – chiude – non si è riusciti ad ottenere neppure la sottoscrizione del Protocollo per gli Appalti pubblici (...). Il problema delle terre da scavo e la vicenda della cava del Limoncino, con le incredibili vicende che l'hanno contraddistinta, sono elementi che sottolineano la mancanza di una visione d'insieme per il sostegno del settore».
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