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Livorno

Processo sui terreni d’oro, chieste maxi condanne

Processo sui terreni d’oro, chieste maxi condanne

Il pm: 3 anni e 10 mesi per Canessa, per Beccani 3 anni e 5 mesi per le stime più elevate rispetto al valore delle aree acquisite dall’Autorità Portuale. Nei guai anche la famiglia Veroni per il pagamento dell’intermediazione

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LIVORNO. L’inchiesta sui terreni d’oro comprati dall’Autority al doppio del valore catastale hanno portato a richieste di pene pesanti: tre anni e dieci mesi per l’ingegner Roberto Canessa, tre anni e cinque mesi per l’ex segretario dell’Autorità Portuale Aldo Beccani, due anni e due mesi al commercialista Roberto Del Ghianda. E ancora: due anni e otto mesi a Mario Spinosa, direttore dell’Agenzia del Territorio, un anno e sei mesi per Elisabetta Lorini, moglie di Canessa, un anno e sette mesi per Andrea, Alessio e Agostino Veroni e infine un anno e cinque mesi per Alberto e Sabina Vitrarelli e Licia Gasperini.

A distanza di quattro anni dall’apertura dell’inchiesta il processo è arrivato all’epilogo e dovrebbe chiudersi il 15 di gennaio. Ieri mattina in aula è stata la volta delle repliche degli avvocati difensori alle conclusioni del pubblico ministero con le richieste di condanna degli imputati, accusati a vario titolo di truffa, corruzione e false fatturazioni. Dalla ricostruzione effettuata dal pubblico ministero Massimo Mannucci, l’allora segretario generale dell’Autorità portuale Aldo Beccani sarebbe la mente, la coppia composta dall’ingegnere Roberto Canessa e dal commercialista Roberto Del Ghianda le braccia per mettersi in contatto, in cambio di lauti compensi, con propietari di aree a due passi dal porto come l a famiglia Veroni oppure l’immobiliare Mirafiori riconducibile ai Vitarelli. Poi ci sono milioni di euro pubblici arrivati nel 2003 con il progetto “autostrade del mare” e una schiera di società e prestanome disposti a fatturazioni gonfiate o false per far sì che il denaro tornasse nelle tasche dei mediatori o di società riconducibili ad essi.

Scrive il pm parlando della compravendita del terreno nel Comune di Collesalvetti pagato poco più di 7 milioni di euro e valutata in un secondo momento la metà dall’ingegnere Antonio De Vito dell’Agenzia del Territorio: «L’onore di intermediazione per Canessa è di 1,5 milioni di euro. Tale compenso è stato versato non a fronte di emissione di una fattura di intermediazione che avrebbe dovuto essere imputata interamente nell’esercizio 2004, ma pagando, per un importo complessivo pari a 1,5 milioni di euro, le fatture false emesse dalla Cis snc (società riconducibile all’ingegnere) alla Veroni srl».

Nelle conclusioni del pm vengono fornite date di versamenti e circostanze di altri pagamenti, tutte prove contestate dagli avvocati difensori. Secondo il sostituto procuratore il sistema terreni d’oro reggeva su questi campo minato: «Il tentativo di far coincidere la stima di Canessa con i pareri di congruità. Per questo Beccani e lo stesso Canessa hanno fornito indicazioni a Spinosa che in cambio dell’assunzione del figlio alla Porto 2000 non contestava il valore espresso».

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