Gioco
In ballo il triplo della cifra incassata per il 40% di Asa
LIVORNO. Non può non saltare agli occhi l’abisso fra le cifre incassate per la vendita della capogruppo Asa nel 2004 e quelle che rimbalzano relativamente alla vendita di Asa Trade. Per il 40% di Asa...
LIVORNO. Non può non saltare agli occhi l’abisso fra le cifre incassate per la vendita della capogruppo Asa nel 2004 e quelle che rimbalzano relativamente alla vendita di Asa Trade.
Per il 40% di Asa spa il Comune incassò poco più di 9 nove milioni di euro, salvo un conguaglio per l’eventuale ok definitivo al rigassificatore offshore (poi ottenuto). Adesso per il 100% di una controllata si viaggia su importi più che tripli.
Adesso, nel bel mezzo della crisi economica più pesante dal dopoguerra, con le banche che aprono mal volentieri i cordoni della borsa, la vendita di Asa Trade trova dunque paradossalmente più mercato. Segno che nella determinazione del prezzo da pagare hanno contato le condizioni in cui erano le due aziende mentre venivano messe sul tavolo. È una ovvietà ma vale grossomodo un pacco di milioni di euro.
Asa Trade si è lasciata alle spalle una stagione in cui riusciva a produrre conti in rosso anche su un mercato come quello del gas.
Asa no, era quasi in ginocchio, e forse senza il quasi: l’ha salvata dal patatrac il fatto che nel giro di pochi mesi Livorno ha venduto il 40% ai genovesi di Amga e prima ancora agli altri enti locali del territorio (fino a scendere dal 100% al 23%). Inutile dire che questo ha pesato tantissimo, senza contare che un’asta era già fallita e Roma e Barcellona avevano dato per scontato che anche Genova non avrebbe presentato offerte e il prezzo sarebbe sceso ulteriormente. Si presentò solo l’Amga e non si innescò il meccanismo dei rilanci che avrebbe portato in alto il prezzo di vendita.(m.z.)
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