Il Tirreno

Livorno

Al governo le firme di 4mila livornesi «Togliete quei fusti»

Il ministro Clini al Comitato: stiamo pensando alle misure da adottare perché la Grimaldi faccia il suo dovere

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LIVORNO. «Togliete quei bidoni». La richiesta di quattromila livornesi è stata ascoltata ieri dal ministro all’ambiente Corrado Clini, che a Montecitorio ha ricevuto un fascicolo con la petizione firmata da tantissimi cittadini e finalizzata alla rimozione degli 80 fusti tossici caduti dall’eurocargo Venezia il 17 dicembre dell’anno scorso e ancora dispersi nelle acque tra Gorgona, Livorno e Genova.

«Ci sono le prospettive che si riprendano le ricerche e si pensi a recuperare anche i restanti 72 bidoni?», ha chiesto al ministro Francesco Gazzetti, che insieme a Marco Solimano ha incontrato Clini grazie anche ai buoni uffici del senatore Marco Filippi.

«Questa è una delle problematiche che stiamo affrontando tenendo conto anche della responsabilità della compagnia e perciò delle misure che devono essere adottate per assicurare che la Grimaldi faccia tutto quello che deve fare», ha risposto il ministro. Che due cose ha garantito. La prima: «Un'informazione puntuale sullo stato degli interventi che abbiamo avviato, sulle prospettive di continuare gli interventi soprattutto per tenere sotto controllo e in sicurezza l'ambiente marino che potrebbe essere stato coinvolto da questo incidente». La seconda: «La necessità di imporre delle regole e dei vincoli più stringenti per il trasporto in mare di merci in generale».

Insieme alle firme, i rappresentanti del comitato “Togliete quei bidoni” hanno donato a Clini due ricordi simbolici, una poesia di Caproni dedicata al mare e il diario delle famose giornate del 1849 intitolate “La difesa di Livorno”.

«Caro ministro - hanno detto Gazzetti e Solimano a Clini - sollecitiamo la ripresa delle attività di ricerca e recupero di tutti i bidoni tossici caduti dall’Eurocargo "Venezia. La vicenda non può chiudersi così perché anche il mare ha i suoi diritti. Ogni firma rappresenta un gesto semplice ma dall'alto significato, un segno di rispetto verso il mare e l'ambiente ma soprattutto un gesto d'amore guardando al futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti. Abbia cura di queste firme che meritano risposte ed impegni precisi: in primis la ripresa delle attività di ricerca e di recupero dei fusti i cui costi non possono e non devono ricadere sulla collettività».

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di Redazione web