Il Tirreno

Livorno

«I nostri pagamenti finiti altrove»

«I nostri pagamenti finiti altrove»

Roberto Mei: per non bloccare i cantieri abbiamo dovuto pagare anche un bonus

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «La cosa che fa più male è che gli operai credano che i responsabili della crisi della Consage siamo noi. Sto pensando di mettere una bacheca all’ex Metropolitan in cui esporre le numerose note di credito fatte da Consage nei nostri confronti, che altro non sono che dichiarazioni di debito». Roberto Mei, titolare dell’agenzia immobiliare Mei, che gestisce le vendite dei cinque cantieri in cui Consage era impegnata, ma anche socio della Goldoncina Srl, non si stupisce davanti alle accuse dei sindacati. «Sono già venuti e poi ci sono diversi ex operai Consage che non mi salutano se m’incontrano per strada. Mi dispiace molto. A loro vorrei dire che noi quel che potevamo fare l’abbiamo fatto, pagando Consage in maniera diretta in modo che a sua volta usasse quei soldi per il personale, cosa che purtroppo non è avvenuta ma non per causa nostra. Abbiamo fatto anche di più - si sbilancia poi -. Perché per riavere le chiavi dei cantieri e farli ripartire senza interruzioni, abbiamo dovuto abbassare la guardia e dare una sorta di bonus di 140mila euro alla società. E’ stata anche una questione di obblighi morali verso gli acquirenti».

L’obiettivo della Goldoncina era quello di far ripartire al più presto il cantiere dell’ex Metropolitan. Lo stesso che avevano Baracchino per villa Comel e l’immobiliare Ponte dei Marmi per il palazzo del Colonnello. «Le tre società hanno fatto una transazione perché si devono consegnare gli appartamenti e sarebbe stato un problema una rottura con la Consage perché avrebbe bloccato i cantieri. Che invece sono ripartiti. Per Comel e Venezia speriamo di restare dentro ai tempi previsti: marzo 2013 il primo, giugno 2013 il secondo. Per il Metropolitan purtroppo siamo in ritardo di un anno, ma questo chi ha comprato già lo sa».

Ma Mei preferisce parlare dei lavoratori beffati piuttosto che della vendita dei suoi appartamenti. «Credo che gli operai e i sindacati debbano rivolgersi a Consage per riavere ciò che gli è dovuto. Quattro di loro hanno lavorato anche a ferragosto per permettere la consegna dei locali di via Marradi al Banco di Lucca e noi abbiamo fatto fatture riscuotibili immediatamente in modo che queste persone fossero riscuotessero immediatamente. Purtroppo i soldi non sono mai arrivati dove dovevano». Come dire: tra i beffati ci siamo anche noi. «La verità è che noi non abbiamo da dare un euro a Consage, ma siamo stati danneggiati da questa situazione perché adesso dovremo tirar fuori soldi per cose che abbiamo già pagato. Un esempio? La società Campaccio Armonioso, in cui Goldoncina ha un 20 per cento, ha già pagato gli ascensori per l’ex Tg5 ma la ditta non li collauda se non è saldata. E dovremo saldarla nuovamente noi, pagando un 40% di quel che già abbiamo pagato».

(g.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web