Il Tirreno

Livorno

«I tir cadevano, noi in balia delle onde»

di Lara Loreti
«I tir cadevano, noi in balia delle onde»

Incidente in mare, parla un imprenditore siciliano che gestisce una ditta di trasporti in città: «C’erano marosi di 8 metri»

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LIVORNO. «Un’onda di 8 metri ci ha catapultato giù dal letto. Siamo caduti, poco dopo l’annuncio choc: “La nave è ingovernabile, indossare il giubbotto di salvataggio”. È stato terribile. Quando abbiamo toccato terra abbiamo ringraziato mille volte il Cielo». È iniziato così l’incubo dei passeggeri dell’Eurocargo Cagliari della Grimaldi, al centro del drammatico incidente - con perdita del carico - di domenica mattina, davanti al porto di Palermo. Il traghetto era partito nella notte tra venerdì e sabato da Livorno e a bordo c’erano anche due autisti di origini siciliane che da anni vivono e lavorano in città per una ditta di autostraporti. Ad aspettarli al porto di Palermo c’era il titolare. È lo stesso imprenditore a raccontare al Tirreno la sua drammatica esperienza.

«Il cargo era già entrato nel porto di Palermo quando è stato costretto a fare marcia indietro - racconta l’autotrasportatore – C’era mare grosso e un vento che portava via. Il pilota non riusciva a governare la nave e gli stessi rimorchiatori non ce la facevano a portarla a destinazione per la fase di ormeggio. A quel punto è arrivata l’indicazione della Capitaneria di tornare indietro per una questione di sicurezza».

Ed allora è iniziato il momento più difficile: «La nave è stata travolta da un serie di onde enormi tra cui una di circa 8 metri che l’ha fatta inclinare su un fianco. A bordo c’erano due miei dipendenti che sono stati ribaltati dal letto e sono finiti a terra». L’oscillazione è stata lunga e quel tempo, per chi era a bordo, è parso durare un’infinità.

I mezzi e gli uomini dell’imprenditore siculo-labronico si erano imbarcati nella notte precedente sull’eurocargo Cagliari e sarebbero dovuti arrivare a casa all’alba di domenica. Ma il maltempo l’ha bloccati. Quel viaggio può durare dalle 16 alle 24 ore, a seconda delle condizioni meteorologiche. L’altro giorno la tratta era durata quasi un giorno per via del vento e del maltempo. «Quante volte i miei dipendenti hanno fatto quel viaggio e quante volte sono andato a prenderli. In tanti anni, non era mai successo nulla di simile», spiega il titolare della ditta livornese.

Un tragitto che difficilmente chi era a bordo riuscirà a dimenticare. «Quell’onda ci ha travolto all’improvviso, la nave s’è inclinata sul fianco destro e sembrava che da un momento all’altro il mare entrasse negli oblò», hanno raccontato i due superstiti. Ed è stato allora che tutto il carico s’è inclinato e parte di esso è precipitato in acqua. Di fronte a un caso del genere, impossibile non pensare al terribile incidente che un anno fa coinvolse l’Eurocargo Venezia, sempre della Grimaldi, che perse al largo di Gorgona 198 bidoni tossici, alcuni dei quali tuttora ancora dispersi in mare.

L’imprenditore continua il suo drammatico racconto, segnato dalla visione del carico rovinato. «Quando, dopo ore, i miei dipendenti sono scesi dal traghetto erano sconvolti e terrorizzati - dice l’autotrasportatore - Io ero lì, che li aspettavo in porto perché ero sono andato a prenderli a Palermo e ho assistito all’attracco. Poi quando finalmente la nave è arrivata a destinazione, mi sono precipitato per vedere che fine avessero fatto i miei mezzi».

L’imprenditore s’è visto sfilare davanti agli occhi immagini forti. «A bordo c’era un delirio, i camion, quelli che avevano resistito alla tempesta, erano devastati. C’era un groviglio di lamiere, con un tir sopra all’altro. È stato terribile. Poi ho tirato un parziale sospiro di sollievo quando ho constatato che i miei mezzi erano ancora a bordo».

Fortunatamente, i due autisti imbarcati a Livorno sul Cagliari (in tutto a bordo ce n’erano una quindicina) sono rimasti illesi. Ma la paura è stata enorme. «In quel carico - continua il titolare della ditta di autotrasporti - in tutto c’erano 12 miei mezzi tra tir e cisterne, alcuni pieni di merce metallurgica. Non so in che condizioni sono, ma non credo che riuscirò a recuperare alcunché». E ora arriva la parte più dura: quella della conta dei danni. «Solo la merce è assicurata: sono 250mila euro di lamiere e cose del genere - dice l’imprenditore siciliano - Ma i mezzi non sono assicurati. E per quanto riguarda tir e cisterne si parla di circa 750mila euro di valore. Sarà difficile recuperare cifre del genere. Spero che i miei camion siano solo ammaccati, in questo caso potrò rimetterli in sesto. Altrimenti il problema per me è grande, soprattutto in questo momento di così forte crisi».

Intanto la Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta per far luce sull’incidente: le oscillazioni, come emerso dal lavoro dei tecnici, hanno superato i 35 gradi.

LaraLoreti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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