Il Tirreno

Livorno

L’addio a Davide «Ci mancherà il tuo sorriso»

di Lara Loreti
L’addio a Davide «Ci mancherà il tuo sorriso»

Folla per il funerale del ragazzo morto in via Firenze Gli amici gli dedicano la maglia dell’Inter con le loro firme

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LIVORNO. «Il cuore è appesantito. Il dolore, la rabbia. Perché 22 anni sono davvero pochi, anche se una vita non vale per l’età, ma per l’amore che dà e che riceve. E Davide ne riceveva tanto e altrettanto ne offriva ai suoi cari». Non è facile trovare le parole per confortare una famiglia che ha perso un figlio e un fratello. Sull’altare di Sant’Agostino, mentre celebra il funerale di Davide Vincelli, il sacerdote ci prova a lenire quella ferita così profonda che sembra impossibile da rimarginare. E per farlo, il prete si affida alla Madonna, nel giorno dell’Immacolata Concezione. «Nella ricorrenza in cui i cristiani sono invitati ad alzare lo sguardo verso te, Madre celeste, qui c’è una mamma che ti consegna ciò che di più prezioso aveva, il suo figlio. Maria, accoglilo nella gioia del paradiso. Il nostro cuore non deve essere turbato, abbiate fiducia».

Le parole del sacerdote risuonano nella chiesa di Fabbricotti affollata per l’addio al giovane di 22 anni che nella notte tra giovedì e venerdì ha perso la vita in un incidente stradale in via Firenze. Davide era in auto con il suo amico Paolo Salvini, 23, quando ha perso il controllo del mezzo. Il passeggero s’è salvato, ma ora è sotto choc. E non potrebbe essere diversamente. Il suo dolore è condiviso dall’assemblea della chiesa di Sant’Agostino. Sui banchi ci sono le più alte cariche dell’Arma e numerosissimi carabinieri che si stringono intorno al babbo della vittima, Luciano, tenente colonnello della II Brigata Mobile in viale Fabbricotti, alla madre Maria Pia e al fratello Simone. Presenti anche rappresentanze delle altre forze dell’ordine e decine di ragazzi. Sono gli amici di Davide, coloro che con lui hanno condiviso la scuola, l’università - il 22enne frequentava il terzo anno di Giurisprudenza a Pisa -la passione per il calcio e soprattutto la gioia e l’entusiasmo di affrontare la vita col sorriso e con un garbo e un’educazione d’altri tempi.

Il sacerdote continua la sua omelia e si sofferma sul concetto della caducità della vita: «Davide non avrà la forza di questi fiori, che esprimono la vita attraverso i loro molteplici colori - dice indicando le corone variopinte che adornano la chiesa - Sono belli a vedersi, ma da qui a poche ore sono destinati ad essere gettati via. Nessuno di noi avrà questo destino, non l’avrà Davide che porta in sé la somiglianza con Dio. E in Lui prenderà e ritroverà vita». Poi si rivolge ai giovani: «Siate rispettosi della vita, cogliete in questa ora motivi di riflessione».

La cerimonia termina nella commozione generale. E a quel punto la parola lascia il posto a lacrime silenziose. Nella quiete solenne della chiesa si sente solo il calore dell’abbraccio che centinaia di persone offrono alla famiglia Vincelli. Mentre i ragazzi consegnano a Davide la maglia dell’Inter col numero 23, firmata da tutti con un pennarello nero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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