Gioco
Un fiore in mare in ricordo di Fraddanni
LIVORNO. La figura di Ennio Fraddanni viene ricordata stamani alle 11 a un anno dalla sua scomparsa: la sua compagna Marta Ottone si recherà in porto sulla Punta dei Piloti per gettare in mare un...
LIVORNO.
La figura di Ennio Fraddanni viene ricordata stamani alle 11 a un anno dalla sua scomparsa: la sua compagna Marta Ottone si recherà in porto sulla Punta dei Piloti per gettare in mare un fiore in suo ricordo. Lì, sulla Punta dei Piloti, idealmente c'è il loculo di Ennio Fraddanni che, profondamente amante del mare, volle che le sue ceneri fossero disperse in quel punto. Insieme a Marta anche ex colleghi di lavoro, tanti amici, compagni di partito e sindacalisti (iscritto al Pci, aveva sempre lavorato con la base, senza cercare particolari incarichi.
Era stato lui nel febbraio '77 a esser inviato a Genova a notificare alla Società Editrice "Il Telegrafo" del petroliere Attilio Monti l'ordinanza con cui il sindaco Nannipieri requisì lo stabilimento del nostro giornale. La scelta non fu casuale, raccontano amici e parenti: Ennio era conosciuto anche come persona tosta che sapeva cavarsi bene anche dagli impicci e, quindi, capace di far fronte alle difficoltà che avrebbe potuto frapporre l'editore di fronte ad un atto del genere, primo caso in Italia. Non essendo un messo notificatore, il sindaco gli conferì la qualifica ad hoc.
Entrato nel 1957 in Comune poco più che ventenne, fu assegnato all'acquedotto di Stagno come aiuto macchinista-elettricista. Passato di ruolo nel 1961, nel 1967 divenne macchinista-elettricista e tre anni dopo fu promosso impiegato.
Dal febbraio 1973 al marzo 1975 fu collocato in aspettativa sindacale e per conto della Cgil Funzione Pubblica ricoprì diversi incarichi a livello provinciale e regionale, collaborando anche con il sindacato nazionale.
Rientrato dal distacco in Comune, fu assegnato prima all'ufficio stampa e poi, anni dopo, all'ufficio sport. Lì si interessò particolarmente delle gare remiere e del Palio marinaro, del rapporto con le cantine nautiche e di tutta quell'attività che lo portava ad operare, e talvolta anche a contrapporsi, con tutto quel variegato mondo che ruota intorno agli impianti sportivi. Alla scrivania aveva sempre preferito il rapporto con le persone. Lì rimase fino al 1992 quando andò in pensione. Il calcio in particolare era la sua passione sportiva e per anni fu dirigente della squadra di calcio del Comune.
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