Il Tirreno

Livorno

Sciopero: corse sospese al Caprilli Verso la rottura definitiva con Alfea

Sciopero: corse sospese al Caprilli Verso la rottura definitiva con Alfea

I dipendenti della Labronica in agitazione e l’ex Unire risponde bloccando tutti gli appuntamenti Il sindaco chiede una pausa per cercare una mediazione ma l’assemblea decide la linea dura

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LIVORNO. Al Caprilli non si è corso giovedì, non si corre oggi e forse non si correrà più fino alla fine di dicembre.

Ieri pomeriggio i lavoratori della Labronica, confermando lo stato di agitazione partito a sorpresa a metà settimana, hanno fatto sapere che un nuovo sciopero avrebbe bloccato le partenze al tondino previste per oggi.

Dopo una giornata tesissima, nel tardo pomeriggio, dall’ex Unire - regia del settore ippico a livello nazionale - è partita la chiamata al liquidatore della società livornese, Fabrizio Giusti. Dall’altra parte della cornetta il dirigente dell’ente ha ufficializzato il “dirottamento” - quindi l’annullamento - delle corse in programma oggi, per evitare disagi a cavalli, fantini e scuderie in partenza per Livorno.

Ma non è tutto: sul tavolo è stata messa l’ipotesi, sempre più concreta, che in mancanza di garanzie sull’organizzazione degli eventi sportivi all’Ardenza, tutte le sfide che restano da correre prima del 21 dicembre - quando scadrà il contratto per la gestione semestrale del Caprilli da parte di Alfea - saranno annullate. Così i rapporti tra il Comune e la società pisana che avrebbe dovuto prendere l’ippodromo per i prossimi trent’anni, si sono fatti di ghiaccio.

Ieri, dal viale Italia, i lavoratori della Labronica, riuniti in assemblea, hanno inviato una nota per dire che «coscienti del grave stato di crisi in cui versa il comparto ippico e il Paese intero, confermiamo lo stato di agitazione in mancanza di novità sostanziali rispetto alle ragioni che hanno portato all'astensione dal servizio corse il 6 dicembre». Ovvero: «Mancate garanzie sui livelli occupazionali a dieci giorni dalla scadenza della gestione del ramo di azienda da parte di Alfea». Che nel protocollo di intesa firmato a maggio con Palazzo Civico aveva detto chiaramente che, in vista di una futura gestione dell’impianto, avrebbe potuto accollarsi solo una parte dei lavoratori.

«Ribadiamo l'astensione dal servizio di sabato 8 – chiudono quindi i dipendenti – e restiamo comunque pronti a riprendere in qualsiasi momento la trattativa con l'amministrazione comunale per trovare soluzioni adeguate alle necessità occupazionali esistenti».

Dopo lo sciopero a sorpresa di giovedì i rapporti con Alfea si sono irrigiditi e ieri mattina i rappresentanti della società pisana non hanno incontrato, come da programma, il sindaco. A cascata è saltato anche l’incontro, in serata, tra Alessandro Cosimi e i lavoratori. Lunedì il consiglio di amministrazione di Alfea si riunirà per l’ultima parola sul progetto Livorno, che a questo punto sembra già nel cassetto.

Preoccupato Giuseppe Luongo (Slc Cgil). «Eravamo in un percorso in cui, con molti ritardi certo, il Comune si era impegnato a ritrovare una collocazione per i dipendenti della Labronica. Come sindacato e come Rsu non abbiamo mai abbandonato questa strada. Nell’ultimo incontro, alla vigilia dello sciopero, Cosimi ci aveva chiesto un po’ di tempo in più ma in assemblea i lavoratori, esasperarti e arrabbiati, hanno deciso legittimamente di rompere e di infilarsi in un percorso pieno di incognite».

Juna Goti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web