Il Tirreno

Livorno

Rifiuti, comitati irrompono in commissione

Rifiuti, comitati irrompono in commissione

Contestazione per il nuovo inceneritore. Nista: prima il riciclo. De Filicaia: partecipazione necessaria

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. È la prima uscita ufficiale per la bozza del piano interprovinciale dei rifiuti urbani e già non mancano le polemiche. Al tavolo della terza commissione irrompono i comitati ambientalisti: impugnando la diffida al consiglio provinciale ad adottare il nuovo piano, denunciano la «sovrastima della quantità dei rifiuti guardando al 2020 per costruire un nuovo inceneritore», a fronte della «sottostima della qualità dell'aria». Chiedono di poter parlare, ma dal momento che il regolamento non lo permette, l'assessore Nicola Nista e i consiglieri si rendono disponibili per un successivo incontro: «ll piano è flessibile, siamo aperti al confronto con tutti».

«È vero, dovremmo prevenire la produzione di rifiuti, tuttavia la Provincia non ha strumenti per intervenire a questo livello per il quale serve una rivoluzione culturale», interviene l'assessore. «Considerando la normativa europea – riprende – e le gerarchie istituzionali che essa individua, nonché l'obbligo che abbiamo di chiudere il ciclo dei rifiuti in Toscana per l'autosufficienza dell'Ato, abbiamo elaborato un piano che orienti il nostro sistema di raccolta verso la differenziazione (obiettivo 65%), il recupero e il riciclo. Come Provincia indichiamo una serie di azioni, sono i Comuni che devono svilupparle».

Sulla stima della quantità dei rifiuti che produrremo entrano nel merito Luca Bogi (IdV), Massimiliano Lami (Rc), Antonio Ceccantini (Pd): «Negli ultimi anni i consumi sono calati per via della crisi economica; com'è possibile che i rifiuti aumentino?». «I consumi si sono abbassati ma il peso dei rifiuti è rimasto più o meno lo stesso», rispondono i tecnici di Ambiente Italia: «Non sembra esserci un rapporto così diretto tra i due fenomeni. Ci siamo basati su parametri scientifici, sui dati dell'Irpet: se non siete d'accordo contestate la Regione Toscana».

Ma non è solo la futura produzione di rifiuti nell’Ato (nel 2020 arriverà davvero a oltre un milione di tonnellate o scenderà a 800mila?) a infiammare il dibattito. C’è il capitolo dei costi: «Un nuovo inceneritore quanto verrebbe a costare ?», incalza Bogi. «All'approvazione del Piano – ricorda Nista – mancano tre o quattro anni, c'è tutto il tempo per discutere. Mi dispiace che il dibattito sia orientato esclusivamente sul termovalorizzatore, mentre potremmo discutere di come trattare i rifiuti differenziati. Noi siamo disponibili: però, sia chiaro, tutto va fatto nel rispetto delle parti. Non sono al servizio degli affaristi, nessuno deve permettersi di puntare il dito».

«Dare il senso che il piano parta dall’inceneritore – interviene da via Donnini il segretario del Pd, Jari De Filicaia – è un errore. Si partirà dall’incremento di differenziata e riciclo. Poi la valutazione sugli impianti. Il lavoro fatto da Nista è preciso e puntuale, ma i dati rispetto alla produzione di rifiuti vanno rivisti». «Un percorso come questo – chiude – richiede partecipazione, e i vecchi strumenti non sono adatti. Evitiamo il pullulio di comitati: il Pd non ha bisogno di intermediari per parlare con i cittadini. Assicuro partecipazione non solo al Piano dei rifiuti, ma a un progetto di città guardando oltre il 2014».

Maria Giorgia Corolini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa