Lutto
Discarica, il Tar boccia l’alt del comitato
Inammissibile il ricorso per annullare l’autorizzazione passata alla Bellabarba ambiente. Sbloccata la cassa ai dipendenti
LIVORNO. Il Tar della Toscana ha respinto, giudicandolo «inammissibile», il ricorso presentato da tredici membri del comitato del Limoncino contro la Provincia di Livorno e la società Bellabarba, proprietaria della discarica per rifiuti speciali, a basso contenuto organico, autorizzata sul monte La Poggia e sotto sequestro da un anno.
Il comitato si era rivolto al tribunale amministrativo chiedendo di annullare, previa sospensione dell’esecuzione, l’atto dirigenziale con cui, a maggio di quest’anno, l’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Provincia nell’aprile del 2009 alla Gaetano Bellabarba & Co per trasformare l’ex cava del Limoncino era passata alla Bellabarba ambiente srl. In altre parole il gruppo di cittadini aveva puntato il dito contro il provvedimento con cui è stata volturata l’Aia, mirando di fatto a far crollare l’autorizzazione.
Lo scrivono Angela Radesi, Luigi Viola e Ugo De Carlo nella sentenza depositata due giorni fa alla segreteria del tribunale di Firenze, che giudica il ricorso inammissibile. «I ricorrenti – si legge – pur avendo intrapreso un complesso contenzioso con le società interessate sia sul piano civile che su quello penale, non hanno a suo tempo impugnato l’Aia che la Provincia aveva rilasciato alla Gaetano Bellabarba. Siccome l’atto impugnato – scrivono dalla corte – non è una nuova autorizzazione, ma una semplice volturazione dell’Aia già rilasciata dal momento che prende atto solo della cessione del ramo di azienda avvenuto all’interno delle imprese riconducibili alla famiglia Bellabarba senza riesaminare sotto nessun profilo i presupposti dell’autorizzazione medesima, l’eventuale annullamento della volturazione non farebbe venire meno l’autorizzazione che è – sottolineano – il vero scopo dei ricorrenti». Che ora dovranno pagare le spese legali (2mila euro a controparte).
Intanto l’ex cava del Monte La Poggia resta sotto sequestro, tra colpi di scena sul fronte civile e attese infinite sul versante penale.
Almeno i lavoratori - una quarantina - sono riusciti a tirare fuori un piede dalla palude: il ministero del Lavoro ha firmato il decreto per la cassa integrazione straordinaria e due giorni fa è stato liquidato l’importo di ottobre. La cassa sarà erogata fino all’ottobre del prossimo anno.
I dipendenti non vedevano un euro da prima dell’estate: qualcuno deve riscuotere gli stipendi arretrati, qualcun altro la cassa che avrebbe dovuto anticipare l’azienda.
La situazione per il gruppo Bellabarba - che ha investito 6 milioni di euro nel sito sotto sequestro è in crisi di liquidità - resta critica. I titolari hanno “prenotato” il concordato in tribunale per evitare il fallimento: la fase di congelamento che andrà avanti fino a metà gennaio consentirà all’azienda di evitare decreti ingiuntivi e di prendere tempo in vista di eventuali sblocchi sul fronte giudiziario. Intanto i Bellabarba trattano per la vendita della società o di alcune quote.
Juna Goti
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