Il Tirreno

Livorno

Ippodromo in sciopero, niente corse

di Giorgio Carlini
Ippodromo in sciopero, niente corse

Dopo l’incontro con il sindaco i dipendenti della Labronica Corse incrociano le braccia: «Vogliono solo dividerci»

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LIVORNO. Ieri l’ippica livornese si è fermata. La giornata di corse è stata cancellata a causa dello sciopero proclamato dai dipendenti della Labronica dopo un incontro con il sindaco che, a loro avviso, avrebbe avuto il sapore di una “fumata nera”. Alla base dello sciopero non c’è solo la mancata tutela di Alfea in vista della futura gestione dell’impianto. I lavoratori se la prendono anche con l’amministrazione, colpevole secondo loro di non aver fornito informazioni puntuali sui rapporti con la società pisana, e di cercare ora una soluzione “in extremis” in un quadro d’incertezza.

La discussione parte da un protocollo d’intesa che sarebbe stato firmato da Alfea e Comune nel maggio scorso, ma che sarebbe stato portato a conoscenza dei lavoratori solo un mese dopo. «Le condizioni di Alfea – spiega Umberto Tedeschi, uno dei portavoce del gruppo – sono stringenti. La società vuole esternalizzare una serie di servizi, come manutenzione e sorveglianza. Le corse saranno fatte solo d’estate. E non parliamo poi della parte riguardante il personale».

In estate i lavoratori hanno avanzato l’ipotesi di creare un’agenzia di servizi: una soluzione per restare uniti e per presentarsi agli occhi di Alfea come realtà in grado di gestire i servizi esternalizzati. La proposta si basava anche sulla gestione diretta dell’agenzia di scommesse e sulla possibilità di creare eventi all’interno dell’impianto.

Il documento tra Alfea e Comune prevederebbe però l’assunzione di 7 addetti, altri 6 troverebbero posto nella sala scommesse, da affittare a un’altra agenzia. I restanti lavoratori potrebbero invece creare l’agenzia di servizi. «La soluzione ha lo scopo di dividerci», attaccano Tedeschi e compagni: «Alfea deciderebbe a propria discrezione chi assumere. Non avremmo diritto a rimborsi spese e saremmo inquadrati in nuovi contratti con poche tutele. Noi vogliamo rimanere uniti».

Poi l’affondo sull’amministrazione: «Il sindaco dice che Alfea ha alzato il tiro delle richieste per rientrare dalle perdite dovute alla crisi. Ma le richieste sono le stesse del documento protocollato in estate dalla giunta. Il sindaco non ci ha detto nulla sul concordato preventivo, nonostante ci avesse incontrato nei giorni precedenti alla notizia». E poi: «Ci è stato detto che Alfea avrebbe dato una risposta dopo il 10 dicembre con il consiglio d’amministrazione. Ma il cda c’è stato il 30 novembre. Ci sentiamo presi in giro».

Difficile ipotizzare cosa accadrà adesso. Ieri il direttore di Alfea avrebbe fatto sapere che in caso di sciopero i dipendenti si sarebbero ritrovati tutti a casa dal giorno dopo. Oggi il sindaco avrebbe dovuto incontrare prima Alfea e poi i lavoratori. Ma dopo lo stop alle corse il proseguimento della trattativa potrebbe essere a rischio.

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