Sicurezza
Fucili e anfore antiche a casa dell’imprenditore
La scoperta della polizia durante una perquisizione finita con due denunce La Soprintendenza: «Si tratta di oggetti che hanno all’incirca duemila anni»
LIVORNO. L’ingresso della casa come un museo, con due anfore vecchie di più di duemila anni a dare il benvenuto agli ospiti. Peccato che stavolta nell’appartamento dell’imprenditore edile siano entrati gli agenti della squadra mobile che quando hanno visto i due reperti archeologici hanno subito chiesto conto alla Soprintendenza sulla datazione e anche sul valore.
«Le anfore – hanno spiegato gli esperti ai quali sono state fatte vedere – appaiono, “prima facie”, risalenti: una al primo secolo avanti Cristo, l’altra al terzo-quarto secolo dopo Cristo, ma per essere più precisi abbiamo bisogno di un altro po’ di tempo».
La scoperta delle due anfore è stata quasi causale. Infatti gli agenti, venerdì scorso, avevano suonato a casa dell’imprenditore per tutto un altro motivo.
Per spiegarlo, però, è necessario tornare al 19 novembre scorso, quando l’uomo, 68 anni, assieme al figlio di 42 avrebbe minacciato con un coltello un ex socio. La vittima, a questo punto si sarebbe presentato in questura e avrebbe sporto denuncia raccontando le minacce subite.
Una decina di giorni dopo la segnalazione il giudice ha dato l’ok per effettuare la perquisizione a casa dell’imprenditore edile. E a dire il vero – ammette chi ha indagato – l’obiettivo era quello di trovare il coltello a serramanico con il quale sarebbe avvenuta la minaccia. Ma così non è andata perché appena entrati, gli agenti hanno visto quelli che i romani usavano come contenitori per trasportare spezie e generi alimentari.
Oltre alle anfore all’ingresso gli investigatori hanno scoperto anche molto altro.
«A casa dell’indagato – raccontano gli agenti – abbiamo trovato una doppietta calibro 12, e un fucile a canne sovrapposte calibro 12, entrambi detenuti irregolarmente». Per questo motivo il sessanttottenne è stato deferito alla procura della repubblica, per aver detenuto un’arma senza averne fatto denuncia, nonché per aver omesso di comunicare alla questura di aver trasferito l’altra arma in suo possesso da un luogo di residenza ad un altro; infine per non aver custodito con la prevista diligenza le armi trovate nell’appartamento.
Proseguono dalla questura: «Le minacce nei confronti dell’ex socio sarebbero da ricercare nei contrasti di gestione».
Da queste frizioni sarebbero dunque nati diversi episodi spiacevoli nei confronti dell’altro livornese di 48 anni che vive in via Grande e che è stato poi minacciato con il coltello.
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